Ma scusi, a forza di frequentare Francesco Storace non c'è il rischio che lei diventi di destra? "No. È più probabile che Storace diventi gay".
Inizia così questa intervista con Vladimir Luxuria, mito della sinistra trasgressiva, ex deputata comunista, impegnata in mille battaglie civili.
Con Storace lei conduce una trasmissione radio ormai da tre anni. Ne deduco che è possibile far convivere due persone su due posizioni così distanti...
"Si capisce dal titolo della trasmissione: il rosso e il nero. Due persone che si trovano su posizioni non solo distanti ma spesso addirittura opposte. Discutono in modo civile e conflittuale. Io ho sempre fatto così in vita mia".
Lei è legatissima a suo padre che se non sbaglio fu seguace di Almirante...
"Dopo lo fu di Berlusconi e ora lo è della Meloni".
Lei e la destra invece?
"Sono stata a cena da Berlusconi, sono stata ai congressi della Lega, alla festa del tricolore. Se uno è saldo nei suoi principi non teme nessun confronto".
Ricorda la cena da Berlusconi?
"Benissimo. Dopo quella cena lui diede ai suoi libertà di coscienza sulla legge per le unioni civili proposta dalla sinistra. E alcuni di Forza Italia, per esempio la Prestigiacomo e la Carfagna, votarono a favore".
Politicamente come si definisce?
"Una donna di sinistra che conserva la sua indipendenza".
Da donna di sinistra, cosa la innervosisce della sinistra?
"La litigiosità. Anche a destra litigano, ma più sommessamente. A destra trovano sempre il compromesso, da noi a sinistra c'è più rigidità, più identitarismo".
A capo dell'opposizione c'è una donna omosessuale: ha portato un valore aggiunto sui diritti civili?
"Ma non è mica necessario essere lesbica o gay per combattere per i diritti civili. Né neri per andare al corteo antirazzista o palestinesi per difendere i ragazzini di Gaza. Neppure è necessario essere donna per combattere la violenza di genere".
È stato fatto qualcosa in più sui diritti oppure no?
"La Schlein ha le idee chiare sui diritti civili e ha partecipato al pride. Benissimo: ma Sanchez non è gay, neanche Zapatero lo era. Eppure hanno fatto grandi battaglie...".
In questi anni cosa avete ottenuto in Italia sui diritti civili?
"L'unica cosa che abbiamo ottenuto è stata la legge sulle unioni civili. Con la Cirinnà. Non mi scordo che quando si discusse della stepchild adoption (il diritto di adozione di un figlio adottivo anche da parte di una coppia dello stesso sesso) Beppe Grillo fece una feroce battaglia contro".
Grillo?
"Sì, per fortuna ora è fuori dalla politica".
Quanto conta il sesso in politica?
"Tantissimo. (ride...)"
Perché?
"Diciamo che lo si usa come arma di ricatto".
C'è molto moralismo?
"Si è moralisti quando gli affari sessuali riguardano la parte opposta. Per i propri invece si è garantisti".
E lei che dice?
"Avendo sempre fatto una campagna contro la sessuofobia, dico che non si battono gli avversari andando a spiare tra le lenzuola".
Andare con le prostitute è legittimo?
"Se sono maggiorenni e consenzienti sì".
Ci sono molti omosessuali nascosti in parlamento?
"Sì. Molti".
È una cosa che la scandalizza?
"No. Io ho anche amici gay che non lo hanno detto ai genitori. Ho sempre pensato che ciascuno decide come dirlo, quando dirlo, se dirlo. Dichiararsi gay non è un obbligo. E fare outing contro un gay è violenza".
La Schlein la riconosce come sua leader?
"L'ho votata alle primarie. Riconosco la sua convinzione di voler creare un campo largo. Rispetto a tanti altri la vedo la più capace di fare da collante".
Alla Meloni riconosce dei meriti?
"Grande capacità comunicativa. Grande preparazione. Io l'ho molto frequentata quando ero in Parlamento.
Mi ricordo una volta a piazza San Silvestro, c'erano appena state le elezioni e il mio partito, Rifondazione, era rimasto fuori dal Parlamento. Lei mi disse che le dispiaceva molto che io non fossi stata rieletta. Era sincera. Mi fece molto piacere. Come mi fece piacere una lettera di encomio di Marina Berlusconi sul Corriere".