Leggi il settimanale

Libertà, tecnica e forma: il "principe" è De Chirico

Il critico ristabilisce il primato della competenza sull'ideologia

Libertà, tecnica e forma: il "principe" è De Chirico
00:00 00:00

Sigfrido Bartolini incisore, pittore, scrittore e polemista di razza ha attraversato la seconda metà del Novecento italiano come un osso duro, refrattario alle mode e alle correnti dominanti. La sua produzione saggistica è sempre stata inseparabile dalla pratica artistica: un pensiero che nasce dal fare, dall'atelier più che dall'accademia. Per un canone del nuovo secolo si inserisce in questa tradizione con la consueta franchezza, proponendo una riflessione sul destino delle arti visive nell'epoca della loro definitiva dissoluzione concettuale.

Il titolo è già una presa di posizione. Parlare di "canone" nel primo decennio del Duemila significa sfidare apertamente il relativismo estetico imperante, quella teologia negativa del contemporaneo secondo cui ogni gerarchia di valori è sospetta di autoritarismo. Bartolini non si lascia intimidire. Il canone, per lui, non è imposizione ma riconoscimento: la sedimentazione di ciò che ha resistito al tempo, la forma visibile di una civiltà che non rinuncia a distinguere tra il bello e il suo simulacro.

La critica al concettualismo è il cuore polemico del volume. Per Bartolini, l'arte che rinuncia alla forma si consegna al commento, alla didascalia, all'ideologia. Non è nostalgismo: l'autore non propone un ritorno, ma una continuità viva, quella che passa per Morandi e per certi incisori europei del secondo Novecento, per tutte quelle esperienze marginalizzate perché troppo legate alla competenza della mano e troppo poco al discorso teorico. Sfilano così figure come Italo Cremona e Luigi Bartolini. Il posto d'onore spetta a Giorgio de Chirico.

Efficaci sono le pagine sul rapporto tra tecnica e libertà espressiva. Contro l'equivoco romantico che vede nella padronanza tecnica un ostacolo alla spontaneità, Bartolini rivendica la tradizione artigianale come spazio di liberazione: solo chi domina lo strumento può dimenticarsi dello strumento. Argomento antico, riformulato con la precisione di chi lo ha vissuto davanti a un torchio per decenni.

In un'epoca di saggi d'arte che sono spesso

esercizi di scrittura, la voce di Bartolini conserva la ruvidezza di chi ha passato la vita con il cavalletto. Per un canone del nuovo secolo è un atto di fede nella possibilità che l'arte visiva abbia ancora qualcosa da dire.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica