(...) di due articoli in cui - lo ricordiamo solo a chi non risponde, ma dovrebbe aver letto comunque, anche se fa finta di essere stato qualche giorno fuori sede - sè cercato di far luce sul mistero inglorioso del libretto stampato, pagato e pronto da allegare al quotidiano «Il Sole 24 ore-Nord Ovest», infine tolto di mezzo - da chi? perché? - con un blitz che sa di purga staliniana «de nöiatri» o di rogo dei 20mila volumi «decadenti» a Berlino (applicato agli opuscoli «eretici» di Palazzo San Giorgio). Come se la Relazione di fine mandato, un atto pubblico di assoluta e dovuta trasparenza amministrativa, fosse diventato improvvisamente un pericolo pubblico, roba tipo la censura della Curia ai film duna volta: non solo «adulti con riserva», ma addirittura «escluso» in quanto pericoloso, turbativo, gravemente immorale.
Di fronte a tanto accanimento, per una pubblicazione tecnica che si limitava a riportare i dati di quattro anni di governo del porto, si è mobilitato anche il consigliere regionale Matteo Rosso (Forza Italia): ha rivolto uninterpellanza al presidente della giunta Claudio Burlando, che siede in comitato portuale e, quindi, è in grado di sapere da chi e come è stato deciso il macero. Ma Rosso, che ha un aplomb daltri tempi, ha usato le parole dello stile; altri, esasperati, hanno usato le parole del gatto, insomma, a essere sinceri, qualcuno sè incazzato (pardon): «Ma come? - hanno scritto al Giornale - Si parla tanto di contenere gli sprechi, di tagliare le spese, di ridimensionare i costi della politica. E poi si buttano dalla finestra 56mila euro, soldi nostri, dei cittadini, con questa disinvoltura? Non è un po troppo per far dispetto al presidente uscente Giovanni Novi?».
Libretti al macero, silenzio assordante
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