L'inflazione riprende a salire. Per fortuna

Stappare champagne perché i prezzi aumentano può sembrare assurdo. In genere si festeggia per uno sconto, e non già per un aumento del prezzo. Per anni abbiamo sostenuto che l’inflazione è una brutta bestia. Che conviene tenerla a cuccia. Abbiamo preteso dalle banche centrali una forsennata attenzione al contenimento dell’inflazione. E oggi che facciamo? Al primo avviso di ripresa dell’inflazione, brindiamo. Non siamo del tutto pazzi. Nell’aumento dello 0,2 per cento fatto segnare in Italia ad agosto ci sono due segnali positivi e uno che può preoccupare. Vediamoli. Se l’aumento generalizzato dei prezzi è una grave malattia dell’economia, altrettanto lo è la discesa sotto zero del costo dei beni e prodotti. È la cosiddetta deflazione. Il suo difetto appare controintuitivo. Ma a pensarci bene è difficile riuscire a convincere un consumatore a comprare un prodotto o un servizio, se lo stesso sa che il giorno dopo lo può pagar di meno. Inflazione e deflazione (che è appunto il suo contrario) innescano una paralisi nei comportamenti dei consumatori che danneggerebbe qualsiasi mercato. L’Europa, e l’Italia con essa, si era avviata su un sentiero di crescita negativa dei prezzi. Il dato di agosto ci dice che forse il cammino verso gli inferi si è arrestato. Un po’ di inflazione inoltre (anche se il dato che commentiamo è influenzato dal costo della benzina) potrebbe essere la spia di una lenta ma inesorabile ripresa dell’economia. Un’automobile che non cammina non brucia carburante. Il consumo di carburante, un po’ di inflazione, dimostra che l’auto si è finalmente rimessa in moto. Ce lo dobbiamo augurare. E i prossimi mesi ci potranno dare qualche conferma più seria. Resta un rischio fatale. Se alla piccola fiammella inflazionistica, non corrisponderà una vera ripresa, gli italiani rischiano di perdere potere d’acquisto. Fino a ieri abbiamo beneficiato della riduzione dei prezzi. Da domani potremmo sopportare un loro lieve aumento, ma solo a condizione che l’economia e dunque i nostri redditi riprendano a crescere.

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