Parma, non solo salumi: l’antica arte dei profumi

Parma è stata centro di produzione di profumi fin dai primi decenni dell’Ottocento: ecco le origini e i protagonisti di questa preziosa e antica arte

Parma, non solo salumi: l’antica arte dei profumi

Celebre per le bellezze artistiche e le specialità gastronomiche conosciute in tutto il mondo, la città di Parma è anche la patria di uno dei mestieri artigianali più antichi e affascinanti: l’arte di realizzare profumi. Ancora oggi alcuni brand made in Italy valorizzano questo mestiere artigianale, tuttavia le origini risalgono ai primi decenni dell’Ottocento e sono strettamente legate alla figura di Maria Luigia d’Austria.

La città dell’Emilia-Romagna vanta ancora oggi una filiera del profumo molto attiva e proficua: l’origine di tutto risale al 1816, anno in cui arrivò a Parma Maria Luigia d’Austria, figlia dell'imperatore Francesco I d'Asburgo-Lorena e, soprattutto, moglie di Napoleone Bonaparte e duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla.

La storia della Violetta di Parma

Dedita all’arte, alla musica e alla pittura, Maria Luigia amava la natura in generale e aveva una spiccata predilezione per i fiori, in particolar modo per un esemplare caratterizzato da un colore azzurro intenso e da una fragranza inconfondibile, la violetta odorosa, conosciuta anche come viola mammola.

Si dice, infatti, che la duchessa amasse occuparsi personalmente della coltivazione di alcune piante fiorite nel suo orto botanico, così come nel giardino della residenza estiva situata a Colorno. È stata sempre Maria Luigia, inoltre, a promuovere le ricerche alchemiche dei frati del Convento dell’Annunciata e a favorire la realizzazione di una fragranza speciale simile a quella del fiore, ottenuta proprio dai petali e dalle foglie della violetta.

La formula per preparare questa essenza, che sarà chiamata proprio “La Violetta di Parma” diventando il simbolo di un’intera epoca, passò nelle mani di Lodovico Borsari nel 1870: si deve proprio a lui l’avvio di una solida e proficua produzione di profumi, questa volta destinata a una platea molto più vasta.

La prima industria italiana di profumi

A Lodovico Borsari è legata la creazione della prima vera industria italiana di profumi, avviata nel 1897 e successivamente ampliata introducendo nuove fragranze originali. Si chiama “Collezione Borsari 1870”, inoltre, il primo museo italiano della profumeria che ospita proprio una collezione originale di strumenti e materiali utilizzati per la preparazione dei profumi, comprese le attrezzature per la distillazione delle essenze.

Lodovico, inoltre, seppe valorizzare ulteriormente la sua produzione puntando soprattutto sulla veste estetica, avviando una proficua collaborazione con artisti e altri maestri artigiani dell’epoca, tanto da conquistare una fama a livello internazionale.

Celebri e ricordate ancora oggi come esempi di decorazione in Stile Liberty, ad esempio, sono le boccette in vetro e cristallo considerate veri e propri capolavori, frutto della collaborazione di Borsari con le vetrerie Bormioli e con i Maestri Cerve specializzati nelle decorazioni su vetro.

L’arte dei profumi nel Novecento

Anche durante il Novecento, infine, Parma è stata protagonista della produzione profumiera soprattutto grazie alla fondazione di Acqua di Parma: nel 1916 l’azienda creò artigianalmente la sua prima fragranza, chiamata semplicemente “Colonia”, proprio nel laboratorio situato nel centro storico cittadino. Il profumo diventò famoso a livello europeo, inizialmente usato per donare una fragranza delicata ai fazzoletti e ai tessuti e solo in seguito utilizzato come essenza personale.

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