Longo: il Cav cambia programma lunedì sarà in aula al processo Mills

L’avvocato Piero Longo ha
risposto riguardo alla richiesta dei magistrati di Napoli di sentire il premier: Berlusconi non andrà davanti ai magistrati. La decisione del premier deriva da "difformità interpretative tra la procura
e la difesa&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=546178" target="_blank">Putin difende il Cav: lo attaccano soltanto per invidia</a></strong><br />

Roma - Colpo di scena. Il Cavaliere annulla il viaggio istituzionale negli Usa previsto per lunedì 19 e si presenta in aula a Milano per il processo Mills. Ma lascia a bocca asciutta i pm di Napoli. Prosegue così il braccio di ferro tra Berlusconi e la procura partenopea, che nei giorni scorsi ha minacciato di ricorrere all'accompagnamento coatto se il premier non si farà sentire dai pm entro pochi giorni in merito al procedimento per un presunto ricatto ai suoi danni che vede coinvolto Gianpaolo Tarantini e Walter Lavitola. Il presidente del Consiglio non è imputato ma risulta "parte lesa". L'avvocato Piero Longo, uno dei legali del Cavaliere, fa sapere che "allo stato Berlusconi non si presenta ai pm di Napoli". Longo fornisce anche una precisazione tecnico-giuridica: la decisione del premier deriva da "difformità interpretative tra la procura e la difesa". I pm, infatti, avrebbero preferito incontrare Berlusconi senza la presenza degli avvocati, dettaglio non gradito dai legali. Poi, serata, sempre l'avvocato Longo comunica l'inversione di rotta: il presidente del Consiglio lunedì sarà presente all'udienza del processo Mills.

L’ultima udienza del processo Mills (l’avvocato inglese è stato condannato in primo e secondo grado a 4 anni e mezzo e poi la Cassazione ha dichiarato la prescrizione) si era tenuta lo scorso 18 luglio. Il processo riprende lunedì settembre con la testimonianza in videoconferenza dalla Svizzera di Maria De Fusco, che era amministratore del trust Struie, uno dei fondi attraverso i quali, secondo le indagini del pm di Milano Fabio De Pasquale, transitarono 600 mila dollari. Cifra che, secondo l’accusa, sarebbe stata versata dal premier come ricompensa per le testimonianze reticenti dell’avvocato d’affari inglese in due vecchi processi (All Iberian e presunte tangenti alla Gdf) che vedevano coinvolto Berlusconi. 

"Beato lui, risparmierà tempo. Se ci riesce...". Così Umberto Bossi, a margine di un comizio a Paesana, risponde ai cronisti che gli chiedono un commento sull’ipotesi che Berlusconi non si presenti da pm di Napoli. "A lui piacciono le donne", aggiunge il leader leghista con una battuta. I cronisti insistono e il senatùr replica: "Le intercettazioni ci sono". 

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