L'ultima mossa della Bp: gioca la carta "top kill" "Bloccata la fuoriuscita"

E' andata a buon fine la
soluzione top kill: un
mega-sifone posto in profondità del Golfo del Messico inietta tonnellate di cemento e fango per tappare i buco
della piattaforma Deepwater Horizon<strong><a href="/live_rov.pic1"></a></strong>

Washington - E' andata a buon fine la soluzione "top kill" della Bp che potrebbe mettere la parola fine al disastro ecologico della marea nera. La procedura del mega-sifone posto in profondità dei mari del Golfo del Messico per iniettare tonnellate di cemento e fango per tappare i buco della piattaforma Deepwater Horizon è iniziata ieri sera alle 20 italiane. Dopo un lavoro che è durato quasi venti ore la Guardia costiera americana ha fatto sapere che la falla è stata chiusa.

Guardia Costiera: "Falla chiusa" La Guardia Costiera americana ha annunciato che la falla da cui fuoriesce il petrolio della piattaforma Deepwater Horizon della Bp nel Golfo del Messico è stata chiusa. Lo ha detto a New Orleans Radio, secondo quanto riportato da Dow Jones. L’opzione "top kill", con cui Bp ha iniettato fango e liquidi ad alta densità nel pozzo petrolifero, avrebbe quindi avuto successo.  

Il pressing di Obama Mentre la Bp lavora senza sosta continua il pressing di Obama preoccupato che la marea nera si trasformi in un boomerang come il caso Katrina per Bush. Domani il presidente, che ieri aveva perso la pazienza e detto senza mezzi termini alla Bp di "tappare il buco", sarà su luogo del disastro mentre oggi ha annunciato ufficialmente di prolungare di altri sei mesi la moratoria sulle trivellazioni in alto mare. In vista della presentazione di un rapporto sul futuro dell’industria petrolifera e in attesa di conoscere le conclusioni di un’inchiesta sulle cause della perdita che sta avvelenando il Golfo del Messico, il presidente statunitense ha sospeso i permessi di trivellazioni off shore prima di annunciare un inasprimento degli standard che l’industria dovrà sottostare e un rafforzamento della sicurezza.

Nuove accuse alla Bp Intanto il New York Times lancia nuove accuse su Bp. La compagnia petrolifera, secondo quanto scrive il giornale, avrebbe infatti risparmiato su materiali di rivestimento del pozzo sottomarino scegliendo, tra due opzioni, quella più rischiosa ma sicuramente più economica. Le rivelazioni arrivano da un documento Bp ricevuto da un investigatore del Congresso Usa secondo cui perdite di gas filtravano dal rivestimento in cemento ore prima dell’esplosione che ha provocato la falla. Queste perdite, secondo gli investigatori, potrebbero inoltre essere state la causa stessa dell’esplosione. Mentre la Bp è al lavoro, le autorità Usa hanno anche esteso di più di 20mila chilometri quadrati l’area in cui è vietata la pesca a causa della marea nera fuoruscita da un pozzo della Bp nel Golfo del Messico.

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