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ESCLUSIVO - Il Csm riabilita Apostolico: scatta la promozione per la giudice del caso Cutro

Aimi contesta la settima valutazione di professionalità e solleva dubbi su imparzialità, equilibrio e credibilità della toga finita al centro delle polemiche sui migranti

ESCLUSIVO - Il Csm riabilita Apostolico: scatta la promozione per la giudice del caso Cutro
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Il CSM riabilità la giudice Iolanda Appstolico che è stata promossa con la settima valutazione di professionalità e, quindi, con un conseguente scatto di carriera. Il voto, concluso da poco, ha visto esprimersi così i membri del Consiglio: 20 favorevoli alla concessione della settima valutazione, 6 contrari, 5 astenuti. Parliamo della stessa toga che nel 2024 si è dimessa dalla magistratura anche a seguito delle polemiche che l’hanno travolta per la disapplicazione del decreto Cutro dopo che aveva anche preso parte a una manifestazione pro-migranti e contro Salvini. È fondamentale sottolineare che la progressione economica dei magistrati è legata alle valutazioni periodiche. Quando si parla di “scatti”, bisogna distinguere due livelli. Il primo è quello economico: la valutazione positiva consente l’avanzamento stipendiale, mentre un giudizio non positivo o negativo lo rallenta o lo blocca temporaneamente. Il secondo è quello funzionale, cioè il passaggio a incarichi più importanti: per concorrere a certe funzioni bisogna avere raggiunto un certo numero di valutazioni positive.

A intervenire è il competente laico del Consiglio Superiore della Magistratura On. Avv. Enrico Aimi che ritiene “doveroso esprimere una posizione critica rispetto alla proposta di riconoscere alla dott.ssa Iolanda Apostolico il superamento della settima valutazione di professionalità. La valutazione di professionalità del magistrato non può essere un automatismo, ma richiede una verifica rigorosa e sostanziale del permanere dei requisiti fondamentali: indipendenza, imparzialità ed equilibrio. Nel caso di specie, tali requisiti appaiono meritevoli di un approfondimento ben più incisivo”.

Tutti elementi difficilmente rinvenibili in alcune condotte della Apostolico. Infatti, come sottolinea Aimi “il requisito dell’imparzialità implica anche l’assenza di elementi idonei a ingenerare nell’opinione pubblica il dubbio di un orientamento pregiudiziale. Dopo tale partecipazione, il magistrato avrebbe dovuto astenersi dalla trattazione di procedimenti in materia di immigrazione”.

Secondo Aimi “il tema è strutturale: come può un magistrato operare in una sezione competente su materie direttamente connesse ad una precedente presa di posizione pubblica così connotata? Ne va della credibilità del ruolo”.

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