Il Giornale di ieri evidenziava come, a causa dei condizionamenti che incidono sulla dittatura degli algoritmi, l'IA è contro la riforma della giustizia (specie grazie alla propaganda Cgil). Un ultimo stadio pericoloso delle troppe gravi manipolazioni già in atto a favore del No. Gratteri (ma non solo lui) docet: i pasdaran del No in Italia non mancano certo.
Se questi sono gli esiti maggioritari che per ora emergono dall'intelligenza artificiale, la reazione migliore è quella di evidenziare, puntando sull'intelligenza naturale dei cittadini, le vere ragioni del Sì. Il voto per il quale è, in buona parte, un voto per riportare i valori e i fattori del merito e dell'imparzialità in seno all'ordinamento della magistratura. Come ha ben evidenziato la premier Giorgia Meloni nell'evento al Teatro Parenti a Milano, il merito e l'imparzialità, principi fondamentali previsti dalla nostra Costituzione, devono sostituire le logiche correntizie spartitorie, fra cui prevalgono da troppo tempo quelle di sinistra, che incidono oggi sull'ordinamento della magistratura.
In una recente intervista al Giornale, il ministro della Pubblica Amministrazione, Zangrillo, esperto sul tema del merito, ha evidenziato che l'attuale sistema di valutazione dei magistrati comporta un totale appiattimento, visto che sostanzialmente tutte le valutazioni sono sempre quelle di eccellente. Come ormai è noto, al posto del valore del merito, per come funziona l'Anm anche nei suoi rapporti con l'attuale Csm, di fatto le valutazioni per gli avanzamenti di carriera e per le preposizioni agli incarichi cruciali dei magistrati sono invece affidati alle correnti (in cui tendono a prevalere quelle di sinistra) in seno all'Anm. Di fatto, quindi, quel 25% circa di membri della Anm, iscritti alle correnti politiche, è privilegiato.
In vista del voto quindi, in seno ai quasi 10mila magistrati presenti in Italia, sono molte migliaia quelli ancora oggi silenti, che soffrono e pagano gli effetti di questo modello. Il Giornale di Montanelli era anche il giornale della maggioranza silenziosa, e oggi abbiamo a che fare con due tipi di maggioranza silenziosa: quella dei giudici intimoriti dagli attuali vertici dell'Anm settariamente a favore del No, che non hanno il coraggio di esprimersi pubblicamente perché temono ripercussioni sulle rispettive carriere; e quella dei cittadini, già abituati all'astensionismo e diseducati negli ultimi anni ad andare alle urne, tra cui la larga parte di tendenzialmente favorevoli al Sì non ha ancora deciso se votare.
Una popolazione opposta ai «partigiani del No», raccolti dalla grancassa della disinformazione e dalla propaganda politica e strumentale sul referendum.È pertanto a questa doppia maggioranza silenziosa delle toghe e dei cittadini che si devono saper rivolgere con intelligenza naturale le forze politiche, i soggetti dell'opinione pubblica e i comitati a favore del Sì.