E se i matti fossimo noi? Questa parola, rispuntata dal passato, sfuggita alla censura che l'aveva resa apolide nella società civile, è diventata sinonimo di terrorismo. Perché più delle auto lanciate contro la folla, più dei giovani radicalizzati che inneggiano e proclamano la jihad in Italia, vedi i recenti arresti di Reggio Emilia e Firenze, abbiamo paura di pronunciare proprio la parola terrorismo. Abbiamo paura della società che abbiamo creato, della nostra integrazione fallita. Abbiamo paura di dire che intorno a noi sta proliferando ed emergendo davanti agli occhi di tutti il fenomeno deviato di una colonizzazione violenta. Ma il voto di Venezia dimostra che gli italiani se ne sono accorti. Dimostra che quel progetto dei Fratelli musulmani riuscito in Francia, in Gran Bretagna e ormai adolescente anche qui, può essere fermato. Che siamo ancora in tempo. A patto che i pazzi non siamo proprio noi.
Ciechi (scusate, non vedenti) e sordi (scusate, non udenti) a ciò che ci compare davanti ormai ogni giorno. Convinti che con qualche correzione woke avremmo risolto il problema che invece sta avvelenando l'Occidente liberale. Con la complicità della sinistra.