Cronaca locale

"Majorino e Moratti campioni di fake news. Noi quelli del fare"

Il coordinatore della Lega Fabrizio Cecchetti lancia la volata. Fontana al 51% e lo sfidante Pd-M5S al 29

"Majorino e Moratti campioni di fake news. Noi quelli del fare"

«In questa campagna elettorale stiamo veramente toccando il fondo».

Fabrizio Cecchetti, deputato, coordinatore regionale della Lega e candidato in Consiglio, con chi ce l'ha?

«Con gli insulti e le fake news della candidata del Terzo Polo Letizia Moratti e di Pd-M5S Pierfrancesco Majorino».

Litigano anche tra loro, Moratti sostiene che il sindaco Sala voterà per lei.

«Figuriamoci, Majorino è stato per anni un assessore di Sala e un suo pretoriano. Ma i cittadini meritano serietà e concretezza, non questi show, le offese gratuite o persino le speculazioni sui morti di Majorino che giorni fa è andato a fare campagna nei territori più provati dal Covid sostenendo che è stata colpa di Fontana. Lo scontro elettorale in campagna ci sta, ma buttare fumo negli occhi nelle città che hanno visto tanta gente morire è squallido. Quattro inchieste della magistratura hanno dimostrato che Fontana ha agito bene. E ricordo che all'inizio della pandemia nessuno aveva la ricetta pronta».

Majorino ha promesso anche trasporti gratis per gli under 25, non ci crede?

«Vende fumo, a Milano Sala ha appena alzato il biglietto Atm. E accusa Regione di gestire male i treni regionali quando sa benissimo che la riqualificazione dei binari fa capo a Rfi, società statale, che non ha investito i 14 miliardi che aveva promessi sotto governi Pd. Ora Salvini sta intervenendo, ma ricordo che è ministri da tre mesi».

Intanto un sondaggio di Noto per «Porta a Porta» dice che il 51,5% dei lombardi voterebbe Fontana, il 29% Majorino, il 18% per Moratti e l'1,5% Mara Ghidorzi (Unione Popolare). Un distacco di 22 punti dal secondo. Se lo aspettava?

«Non guardo i sondaggi, nè i più negativi nè i più positivi, ma ovviamente mi fa piacere e conferma il polso della situazione che abbiamo battendo a tappeto la Lombardia con Fontana. Non oggi ma prima, dopo e durante la campagna, la Lega c'è sempre ed è il nostro biglietto da visita. Ma ribadisco che anche davanti a dati molto positivi non dobbiamo sederci o dare agli elettori la sensazione che è fatta, bisogna portare tanta gente a votare. Mancano due settimane e dobbiamo raccontare quanto di buono abbiamo fatto e faremo».

Ecco, domani al teatro Manzoni ci saranno Fontana e i cinque ministri leghisti, il vostro slogan è «La Lombardia del fare».

«Invitiamo anche gli indecisi, quelli che dicono non voto perchè tanto sono tutti uguali a passare dalle 15 al Manzoni, ascoltino dai ministri Salvini, Calderoli, Giorgetti, Locatelli e Valditara non parole ma i fatti concreti realizzati in pochi mesi. E spiegheremo quanto ha fatto e farà il governo di centrodestra in Regione».

Qualche esempio?

«Penso solo al Piano Lombardia con 4,5 miliardi di investimenti per infrastrutture e opere, ai 3,6 miliardi per il rilancio delle aree montane e del turismo, quasi 20 per l'innovazione e lo sviluppo delle imprese. E al governo Salvini ha sbloccato 13 miliardi per infrastrutture nel nord, si traducono in 50mila posti di lavoro in Lombardia dopo le politiche dei signori del no, i 5 Stelle, no alla Vigevano-Malpensa, no alla Pedemontana, no alla Edolo-Brescia».

Ci sarà anche un evento con i tre big del centrodestra?

«Stiamo organizzando per il 7 febbraio alle 18 un evento con Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berluscono al teatro Dal Verme».

Meloni prenota più posti in giunta, vi preoccupa il cambio di peso tra FdI e Lega?

«Con tutto il bene, mi occupo di vincere e portare più voti possibili a Fontana. Ma sono quasi certo che la Lega in queste settimane recupererà tanto, abbiamo liste molto legate al territorio, con una ventina di sindaci e amministratori, gli assessori uscenti che hanno fatto un ottimo lavoro. Poi, gli avversari sono fuori, non siamo preoccupati assolutamente, prima vinciamo e poi vediamo. La sfida interna semmai può servire ancora più da pungolo ai militanti per portare voti alla Lega».

Il patto con i 5 Stelle sarà un bene o un boomerang per il Pd e a Majorino?

«Una giunta Pd-M5s sarebbe un boomerang per i lombardi. I grillini sono quelli del no alle grandi opere, ai termovalorizzatori. E le priorità del Pd in questi anni sono state Ius scholae, ddl Zan. Majorino sostiene alle primarie Elly Schlein che vuole aumento della tassa di successione e liberalizzazione delle droghe leggere».

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