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"Il marciatore" Pamich in fuga da Fiume per la libertà

Martedì su Raiuno il film di Alessandro Casale narra la storia dell'esule diventato un campione olimpico

"Il marciatore" Pamich in fuga da Fiume per la libertà
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Dalla fuga per la libertà alla marcia verso il futuro. È su questa suggestiva metafora che cammina Il marciatore: il tv movie con cui (martedì 10 su Raiuno) la Rai celebrerà il Giorno del Ricordo. Per fare memoria dei massacri delle foibe e dell'esodo giuliano dalmata, infatti, Rai Fiction rievoca la storia autentica, ma poco nota, di un autentico mito dello sport italiano: quell'Abdon Pamich che, nell'estate del 1964, vinse uno storico oro alle Olimpiadi di Tokyo. "Non tutti sanno che Pamich era dovuto fuggire, come molti altri italiani, da Fiume - racconta il regista del film, Alessandro Casale - e che proprio la tragedia dell'esodo forzato è alla base della sua straordinaria epopea sportiva".

Da poco è finita la guerra: all'orizzonte del giovane Abdon e di suo fratello Giovanni sembra profilarsi un futuro di libertà. Ma l'arrivo dei titini, cioè dei comunisti iugoslavi di Tito, spezza ogni illusione. Fiume cambia nome, al posto della speranza arriva la paura. I due fratelli tentano la fuga percorrendo trenta chilometri a piedi, sfidando pericoli d'ogni sorta. "Ma quella marcia disperata diventa quasi il preambolo profetico del destino del giovane Abdon- riflette Casale - Sarà ancora grazie ai suoi piedi, alla sua straordinaria resistenza alla fatica e al dolore, come alle pressioni psicologiche e morali, che il futuro campione dovrà la sua gloria olimpica". Nonostante le misere condizioni dei campi profughi, e la diffidenza degli italiani, che non sempre accettano di buon grado i nuovi venuti, Pamich incontra il mago della marcia Giuseppe Malaspina, che intravede nella rocciosa resistenza di quel taciturno giovanotto la stoffa del marciatore: "Non lo scatto ma il passo continuo; non la fuga, ma il continuare ad andare avanti, e sempre avanti". Finché, dopo anni di sacrifici e duro lavoro, a coronamento di una marcia umana, oltre che sportiva, nel 1964 arriverà l'oro olimpico.

Interpretato da Michael Marini e Fausto Sciarappa, nonché dallo stesso Pamich nel ruolo di sé stesso anziano, Il marciatore "è un mix di due generi, molto amati in tv: quello storico e quello sportivo - analizza Casale - Spero che serva non solo a ricordare quanta sofferenza c'è dietro ogni risultato. Ma anche a fornire ai giovani un esempio ancora sano e positivo di conquista sportiva".

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