La Margherita corre ai ripari: agli esodati il «tesoro» di Lusi

RomaValige, pacchi, contenitori vari, ma stavolta è una foto senza pathos. Non c’è la disperazione, non ci sono le facce appese dei dipendenti della Lehman Brothers, messi in mezzo a una strada il giorno dopo il crac. Non ci sono nemmeno gli scatoloni. C’è solo Luigi Lisi in maniche di camicia che, in una via Monserrato desertificata dal lungo ponte, sistema con cura i bagagli sul suo lussuoso suv nero. La moglie, Giovanna Petricone, sorveglia le manovre.
Sembra una famiglia felice in partenza per un weekend all’Argentario, invece è una coppia che deve mollare in fretta la bella casa dietro piazza Farnese, comprata con i soldi sottratti alla Margherita. No, non c’è proprio da intenerirsi, e nessuno si commuoverà nemmeno a luglio, quando i Lisi dovranno sgombrare pure la villona di Genzano, ai Castelli.
E mentre l’ex-tesoriere esce mestamente di scena, gli eredi della Margherita cercano di recuperare almeno sul piano dell’immagine destinando cinque milioni di euro agli esodati. In base infatti a un accordo con l’Inps, i responsabili del partito offriranno «la prima parte delle risorse disponibili a lavoratori privi di reddito perché usciti dal lavoro ma non ancora in grado di percepire la pensione, né altre forme di sostegno».
Ottocento euro al mese per cinque mensilità per duecento persone, rigorosamente indicate dall’Inps. Meglio di niente. Quanto alle «ulteriori risorse», ci penserà il gruppo di lavoro degli ex-Dl che si riunirà a metà giugno e deciderà a chi girarle. Si pensa alla creazione di un fondo per il lavoro, o per gli studenti. «Tutti i fondi residui - si legge in una nota - una volta risolte le questioni riguardanti il personale, il quotidiano Europa e altri impegni assunti dal partito, saranno devoluti per finalità di interesse generale». E ai soldi del finanziamenti pubblico la Margherita conta di aggiungere le somme che riusciranno a recuperare da Lisi.
Palazzo Chigi fa trapelare «il vivo apprezzamento» di Mario Monti. «Nell’attuale fase di difficoltà economiche, non può che essere incoraggiante la disponibilità da parte dei partiti a contribuire alla sforzo generale di riduzione della spesa pubblica attraverso un gesto di solidarietà nei confronti delle persone più colpite».
Un’operazione di pubbliche relazioni? Francesco Rutelli assicura che non si tratta solo di questo. «Siamo stati vittime di una grande offesa - dice - e la stiamo riscattando con atti concreti. Ora aiutiamo gli esodati con un avanzo di bilancio. Per giugno, in base alle risorse disponibili, stiamo studiando un intervento a favore degli studenti meritevoli e svantaggiati. E lo stesso metodo lo adotteremo con i soldi che recupereremo dalle appropriazioni dell’ex-tesoriere».

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