Maroni: "Sì al metodo federalista per la sicurezza"

Intervenendo ad un convegno all'università Cattolica, il ministro dell'interno traccia le linee guida della lotta alla criminalità: modelli investigativi differenziati, modernizzazione dei sistemi informativi e più collaborazione internazionale. Il plausio del collega La Russa

Milano - "Non esiste un modello unico che funzioni dappertutto e in qualsiasi momento per contrastare le situazioni a rischio. Noi stiamo sviluppando più modelli, come indicato dai sindaci, che cambiano da territorio a territorio, perchè esiste una asimetricità che richiede un approccio federalista alla sicurezza con interventi mirati a seconda dei diversi territori". È quanto ha affermato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, nel suo intervento al convegno "Cittadini, sicurezza, territori" in corso all'Università cattolica di Milano. "Questa è la filosofia di fondo del nostro piano di sicurezza integrata che vede protagonisti, insieme con le forze dell'ordine i sindaci e i cittadini, guidati e mai lasciti al libero arbitrio". Il ministro ha ricordato che questa azione coordinata è quella che meglio si adatta ai nostri più di otto mila e cento Comuni.

Ammodernare i mezzi Sottolineando il continuo calo dei reati predatori sia nel 2008 che nel 2009, anche grazie all'azione di controllo messa in campo dai sindaci con i loro nuovi poteri di ordinanza, il ministro ha evidenziato la necessità di aggiornare continuamente il modello di intervento nell'ambito della sicurezza per evitare il rischio di situazioni di tipo banlieu francesi anche attraverso strumenti di avanguardia e di indispensabile informazione per colpire tutte le metastasi del tumore criminale presente nella nostra società, come il software realizzato dal centro studi Transcrime per valutare il rischio di infiltrazione della criminalità organizzata negli appalti pubblici. Il titolare del Viminale ha infine sottolineato come «oltre all’arresto dei 22 dei 30 latitanti più pericolosi e di otto mafiosi al giorno negli ultimi 18 mesi, la strada maestra che abbiamo scelto è quella dell’aggressione ai patrimoni mafiosi: abbiamo confiscato e sequestrato 14mila beni per un totale di circa 7,5 miliardi di euro».

Cooperazione "Voglio fare i complimenti alle forze dell'ordine per tre brillantissime operazioni contro lo spaccio di droga, operazioni che hanno portato all’arresto complessivamente di 125 persone e allo smantellamento di un clan che aveva la propria sede a Milano". Il ministro dell'Interno Roberto Maroni si è così congratulato con le forze dell'ordine che questa mattina hanno portato a termine tre distinte operazioni contro lo spaccio di stupefacenti. "Una delle operazioni si è svolta in Sicilia, un'altra in 11 province italiane e un’altra ancora in 4 paesi europei. È stato scoperto il traffico di droga che proveniva dalla Albania, dal Kosovo e dal Marocco, in cui erano coinvolti cittadini stranieri, europei ed extracomunitari, che erano alloggiati a Milano, in modo irregolare, in alcuni appartamenti. Questo dimostra che c’è sempre un collegamento tra la grande criminalità e la criminalità difusa sul territorio. Nella lotta alla criminalità organizzata - ha concluso Maroni - mi auguro che l'Unione Europea possa finalmente accogliere le richieste che sono arrivate dall'Italia, ma anche dalla Francia e da altri paesi dell’Unione". Il ministro dell’Interno ha spiegato che sia per quanto riguarda la lotta contro la tratta degli essere umani che quella per la confisca dei beni mafiosi, non tutti i paesi hanno la stessa legislazione. "Sappiamo - ha spiegato - che in seguito alla nostra azione di confisca dei beni mafiosi, la mafia italiana sta cercando di investire in Spagna. Contro la tratta degli esseri umani abbiamo accordi con la Libia ma questo tipo di criminalità cerca di dirottare questi carichi umani verso altri paesi dove non ci sono le norme come le nostre. Credo che sia fondamentale il ruolo della Ue".

I ringraziamenti di La Russa Se il sindacato di polizia Siulp lamenta la mancanza di circa 700 agenti a Milano, il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, assicura che dal punto di vista dei cittadini la copertura è effettiva, anche grazie ai quattrocento militari che pattugliano i quartieri più difficili. "Ringrazio Maroni che sta intervenendo" ha detto La Russa, a margine di un convegno sul terrorismo organizzato da Siulp e Cisl a Milano, ricordando i 170 agenti arrivati in città dopo i disordini di via Padova. "Abbiamo mandato anche circa quattrocento militari" ha aggiunto sottolineando che il numero è esattamente quello richiesto. "Maroni fa quello che può - ha concluso - e c’è l'integrazione nei quartieri a rischio dei militari che fanno anche pattugliamento a piedi. Dal punto di vista dei cittadini la copertura è effettiva".

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