Aveva un pezzo di cuore oltreoceano (per ragioni musicali), ma ha cambiato la comicità in Italia (per ragioni di talento). Massimo Lopez appartiene alla pura razza dello showman, e se con Anna Marchesini e Tullio Solenghi nel mitico Trio per molti anni ha detto agli italiani come dovevano ridere, con la musica, soprattutto i ritmi del contagioso swing, ha consigliato a quegli stessi italiani di non dimenticare uno stile di musica magico, ottimista, ironico.
Adesso, con il suo "Massimo Lopez Show" (della serie: quando nome e cognome sono una garanzia, non servono titoli particolari) percorre in tour l'Italia con tappa a Milano oggi, 7 aprile, al Teatro Carcano - ricordando entrambe le sue missioni. Swing e risate di qualità, benvenuti a casa Lopez.
"Ho sempre amato cantare spiega l'attore di origini marchigiane (nato a Ascoli Piceno) e adottato da Roma - e a casa mia Frank Sinatra e lo swing erano davvero una piccola religione: i miei genitori avevano sempre un buon disco da mettere sul piatto quando c'era tempo, soprattutto alla domenica. Ecco perché in questo show, con l'ausilio di una orchestra swing come si deve, affronto brani cosiddetti standard di questo genere musicale, e poi non posso che metterci tutto il resto".
Tutto il resto, per capire, è il bagaglio comico che ha reso Lopez celebre: "Le imitazioni non possono mancare spiega Ad esempio i papi: da Wojtyla in avanti, i papi sono stati più o meno degli amici. L'ultimo sulle prime è stato una sfida: quando parla in italiano, Leone sale e scende su due note. Confido che stia studiando in Vaticano per aggiungere una terza nota".
Non mancano i politici: "Di ieri e di oggi: prosegue Massimo Lopez - tra quelli contemporanei mi diverte molto Antonio Tajani". Canto e prosa, con quel timbro che, cantando, fa pensare a Sinatra ("ma non ho mai cercato di scimmiottarlo spiega l'attore è che abbiamo il timbro simile").
Il "Massimo Lopez Show" racconta di attualità ma evoca un mondo dello spettacolo che, oggi, si è perso tra le velocità del web e della tv da Terzo Millennio: "La tv è cambiata - si rammarica Lopez - un tempo nel pubblico c'era più disposizione alla costruzione del numero teatrale, ai tempi più dilatati: si sapeva attendere la battuta di sostanza alla fine di una gag costruita teatralmente. La firma del nostro Trio era di questo tipo. Oggi impera la comicità immediata dei social".
Senza essere attori veri, come sembra suggerire la storia di Massimo Lopez: "In origine feci studi drammatici, con il Teatro Stabile di Genova andai in scena perfino con Ibsen, non so se rendo. Poi fui fulminato dalla comicità". Complice, nemmeno da dirlo, quel genovese di Tullio Solenghi.
E nonostante abbia fatto solide partecipazioni in tv anche negli ultimi tempi (come giudice di "Tali e Quali" su Rai1), Lopez ama perdutamente il teatro. "Quest'anno rivela l'attore festeggio 50 anni di carriera, perché iniziai proprio nel 1976". Nella sua carriera nel Trio un nome fu senza dubbio importante, quello di Pippo Baudo: "Ma lui fu anche il primo a farmi cantare lo swing in pubblico, in tv. Poi ne feci una regola a Buona Domenica ai tempi di Maurizio Costanzo".
Entertainer all'americana, lo si potrebbe definire: "Per me non esiste il concetto di replica teatrale afferma Lopez ogni singola sera che vado in scena conta il pubblico che ho di fronte, e penso che questo la gente lo senta. Anche perché mi concedo sempre un'improvvisazione". Non lo ha fermato nemmeno un incidente a Roma a gennaio scorso: "Mi ha investito uno scooter, ma è andato tutto bene.
Non avrei mai rinunciato a questa tournée, nonostante io sia un pigro da record. Appena metto piede sul palco, la pigrizia se ne vola via". Un sogno nel cassetto resta, per Lopez: "Un bel ruolo drammatico al cinema. Chissà".