«Meglio senza, pagavo meno»

Nicholas ha 29 anni e viene da Londra. Si è trasferito nella Capitale nel 2000 e dal primo agosto è andato ad abitare con la fidanzata in un appartamento che affaccia su viale Boccea. Prima stava in una camera singola in zona viale Baldo degli Ubaldi, al nero. Oggi ha un regolare contratto d’affitto.
Come si trova ora che ha in mano un contratto?
«Preferivo senza. Come dite voi in Italia si stava meglio quando si stava peggio. Pagavo molto meno, e la casa in cui alloggiavo era ottimamente collegata, oltre che ben tenuta».
E ora?
«Ora sto in un appartamento così così, in cui si vede che servono dei lavori di ristrutturazione. Certo, è vero che ho maggiori garanzie, mentre prima non ne avevo affatto, ma a essere onesto quando ero al nero non ho avuto particolari problemi. Mai un controllo. Sarà che sono stato fortunato».
Quanto ai soldi?
«Beh, prima pagavo 220 euro al mese, ma ero in una stanza, ora invece sto in un appartamento, non c’è paragone in termini di spazio. Certo è che mi costa caro. Siamo sui mille e due al mese. Più la caparra, più le tasse. Complessivamente, per vivere a Roma si spendono cifre da capogiro. Io poi sono inglese, sono abituato alla sterlina, perciò va anche bene. Ma mi domando cosa ne pensa un ragazzo italiano che magari arriva da una città minore. Per lui certi prezzi devono sembrare fuori dal mondo».
Progetti per il futuro?
«Credo che alla fine io e la mia ragazza affitteremo una camera a uno studente. Magari a 400 euro. Un affare, sia per lui che per noi».

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