Il mercato dell'arte mostra timidi segnali di ripresa

Dopo il crollo registrato nel 2008 e nel 2009, i primi mesi del 2010 indicano prospettive di crescita. E il record di Giacometti da Sotheby's in febbraio ne è la conferma. I risultati di una ricerca Cestart-Iulm-Montepaschi

É stato presentato presso l'università Iulm (Corso di laurea magistrale in arti, patrimoni e mercati) uno studio che ha l'obiettivo di misurare il mercato dell'arte. Nell'ambito del Corso di Economia e gestione della Galleria d'arte e del Museo e Case d'asta tenuto dal professor Giancarlo Graziani, il Ce.St.Art. (Centro studi economici e giuridici sull'arte)- IULM e Banca Monte dei Paschi di Siena hanno realizzato una ricerca finalizzata a studiare gli investimenti in pittura antica, moderna e contemporanea. L'Università ha seguito le compravendite sul mercato primario dell'arte moderna e contemporanea, analizzando le transazioni nelle gallerie, e la banca ha analizzato il mercato secondario, studiando i risultati delle aste internazionali.
Questi i principali punti della ricerca:
A partire dal 2008 anche i beni artistici, dopo aver rappresentato un «luxury good» dove impiegare l'eccesso di liquidità presente sui mercati, sono stati travolti dalla crisi economica. Le maggiori case d'asta internazionali di fronte alle perdite in conto capitale del 2008 hanno modificato il sistema delle garanzie, limitato i livelli di unsold, ridotto le soglie dei top lots e di conseguenza, ridotto i fatturati.
Il mercato sembra essersi posizionato in un canale di attesa: sia la domanda (collezionisti) sia l'offerta (case d'asta e dealer) sono tornati ad una maggiore selettività dell'opera d'arte a discapito della sperimentazione tout court e questo momento di riflessione del mercato può rappresentare per i collezionisti un'opportunità eccezionale per arricchire le proprie collezioni.
Dalle analisi dei fatturati delle aste, la riduzione tra il 2009 e il 2008 è stata complessivamente del 48,6% e a livello di singoli comparti e con riferimento al periodo primo trimestre 2010-primo trimestre 2008 la flessione del segmento della pittura Old Masters e XIX secolo è stata del -33,4%, quella del segmento Prewar del -14,2% e quella del Post War del -20,4%. Nello stesso periodo di riferimento la riduzione complessiva della pittura internazionale è stata del -30,4%.
Tuttavia incoraggianti segnali provengono dalle aste del primo trimestre 2010, (Mps Global Painting index in aumento del 9,3% su a.p.), grazie in particolare al Postwar, che segna un +64,7%.
Tale evidenza è confermata anche da un discreto rialzo nel volume degli scambi e un più sensibile incremento di prezzo misurati dai Cestart global art indices, che raccolgono il sentiment economico dei dealer italiani di arte moderna e contemporanea: i giudizi di miglioramento sul numero degli scambi sono passati dal 15,3% dell'estate 2009 all'attuale 30,6% e dal 10,8% al 12,8% nei prezzi.
Negli scambi di opere d'arte moderna si rileva una sostanziale stabilità (l'ipotesi predominante per l'arte contemporanea è la diminuzione espressa dal 40% degli intervistati); sul versante dei prezzi, le ipotesi di stabilità sono maggiori per le opere d'arte contemporanea a sottolineare come occorra un maggiore sforzo per la loro salvaguardia in presenza di una domanda probabilmente più rarefatta.
Sui comparti analizzati non emergono situazioni particolarmente brillanti: la congiuntura appare piuttosto stabile con giudizi spesso polarizzati sulle due modalità contrapposte «in calo» ed «in rialzo»: segnale di un mercato instabile e imperfetto. Si rileva una maggiore difficoltà di vendita per i dipinti contemporanei, i cui prezzi, tuttavia, vengono ritenuti stabili dal 66,7% del panel.
Per i prossimi mesi le aspettative espresse dalla maggioranza dei dealers di arte moderna e contemporanea interpellati indicano una dinamica di stabilità per i dipinti, fotografia e scultura moderna. Per installazioni e sculture contemporanee, invece, i segnali provenienti dal mercato sono positivi e orientati a una probabile crescita (ipotesi scelta dal 50% degli interpellati).
Per quanto riguarda in generale le prospettive future, si ritiene che più questa incertezza continuerà a prevalere sul mercato più l'offerta delle sole opere di qualità potrà garantire dal rischio dell'investimento: una prima conferma sembra arrivare dal record «l'Homme qui Marche I» di Giacometti battuta da Sotheby's a febbraio 2010.
Alla presentazione dei risultati della ricerca erano presenti Mario Negri, Preside della Facoltà di Arti, Mercati e Patrimoni della Cultura, Pietro Ripa, dirigente addetto Research e Investor Relations Banca Monte dei Paschi di Siena e Stefano Stanzani, responsabile scientifico Ce.St.Art.

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