Leggi il settimanale

Il mercato si vendica dei libri "perbene"

L'editoria, tutta quanta, è in crisi. Nel recente passato, varie forme di sostegno pubblico hanno gonfiato i dati

Il mercato si vendica dei libri "perbene"
00:00 00:00

Il mercato si vendica di un'offerta libraria noiosa. L'economia ha i suoi cicli. L'editoria, tutta quanta, è in crisi. Nel recente passato, varie forme di sostegno pubblico hanno gonfiato i dati. Tutto giusto. Però entrare in libreria, e dare un'occhiata alle novità, è diventata un'esperienza malinconica. Un lettore vorrebbe leggere un saggio equilibrato su Trump o la guerra di Gaza. Ma dieci libri su dieci ripetono le stesse cose. Donald Trump è un pazzo, un autocrate, una minaccia per la democrazia. Israele è uno Stato criminale (su Hamas invece tutto a posto, niente da dire). E così via, su ogni argomento si producono libri uno identico all'altro, e tutti quanti richiamano le baggianate che si dicono nei talk show. Nella narrativa, c'è da restare sbalorditi. Vi invito a contare i Grandi romanzi americani sugli scaffali. Una valanga. Ogni mese. La vita sugli Appalachi, le casalinghe della rust belt, le minoranza perseguitate. Ma dove siamo, in Ohio? Avvicinarsi alla sezione dei gialli fa venire l'orticaria. Non si contano i detective depressi e i serial killer insospettabili. E poi c'è il filone dei vecchietti dell'ospizio che indagano, dei vicini di casa che indagano, degli avventori dei bar che indagano. Scopriamo che la provincia è tutta un delitto, c'è una serie ambientata a Casalbuttano, tremila anime nella campagna cremonese. Purtroppo la cultura ha una qualità non negoziabile: si fonda sul dibattito e vive di confronto (anche scontro). Gli editori invece sono convinti che esista un solo tipo di lettore, diciamo lo spettatore di Chetempochefa. Non è così.

Nel mare dei dati resi disponibili dall'Aie, ce n'è uno molto particolare: le novità perdono più del catalogo. Vuol dire che il lettore preferisce giustamente leggersi Cesare Pavese e non l'ultimo Grande romanzo americano.

Commenti
Pubblica un commento
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette. Qui le norme di comportamento per esteso.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica