A Milano l’arte innesta la quinta

La notizia più interessante è quella non ancora ufficiale e riguarda il futuro museo d’arte contemporanea firmato Libeskind, che potrebbe essere pronto entro un paio d’anni, anche se oggi sembra fantascienza. Da alcuni giorni circolava voce che la direzione sarebbe potuto essere affidata a Massimiliano Gioni, 36 anni, attualmente curatore della Fondazione Trussardi. «Servirebbe un giovane esperto che parli l’inglese come l’italiano» aveva mormorato Finazzer, e tutti hanno subito pensato a lui. Oggi l’assessore conferma. «È vero, gliel’ho chiesto e ne stiamo parlando, probabilmente sarà solo una questione di cifra d’ingaggio. D’altra parte è l’unico sulla piazza che abbia una vera conoscenza sull’arte internazionale d’oggi e, al contempo, esperienze gestionali. Spero che accetti».
La scelta di Gioni, stavolta, pare oculata. Questo lombardo enfant prodige della critica formatosi, come tutti quelli che in Italia contano nel sistema dell’arte contemporanea, nella culla di Flash Art di Gianfranco Politi (ha gestito per tre anni la redazione newyorkese del rinomato mensile), ha tutte le credenziali per fare un lavoro di livello internazionale. È molto «americano», ha i rapporti giusti con le gallerie mondiali che contano, dirige da qualche anno il New Museum di Manhattan, ed è in grado certamente di trovare sponsor. Mica male. Si potrà dire che difficilmente farà un lavoro sul territorio (vera spina nel fianco dell’Italia contemporanea) a vantaggio del sistema globale dell’arte ma, se non altro, non ha casacche politiche e in un Paese come il nostro non è poco. Vedremo. In attesa che tutto ciò avvenga, l’assessore alla Cultura parla del cosiddetto «uovo oggi», costellato di iniziative varie, la prima delle quali riguarda Palazzo Morando, il nuovo museo «dedicato all’interazione tra moda, costume e immagine». Domani si inaugura «A Shaded View on Fashion Film», una mostra di videoinstallazioni che manderanno in onda cortometraggi e documentari sul tema della moda. Il programma di questo festival itinerante prevede video realizzati da fotografi e registi visionari come Nick Knight, Erwin Olaf, Chris Cunningham, Steven Klein, fashion designer d!avanguardia come Undercover, Rick Owens, Mr. Pearl, Rodarte, Gareth Pugh, Thom Browne, fino ad alcune celebritries come Chlöe Sevigny, Joanna Preiss, Michael Pitt, Dita Von Teese e altri. «Gli stilisti non c’entrano e non vi saranno pubblicità subliminali - garantisce Finazzer -. Si tratta piuttosto di veri e propri film diretti da registi che hanno voluto affrontare il tema della luce all’interno del fashion. D’altronde, la luce era un elemento cardine del Futurismo...».
La mostra, che durerà fino al 30 maggio, resterà aperta a orario prolungato, cioè dalle 10 alle 21, e rappresenta uno degli eventi che il Comune intende dedicare alla moda, con un taglio sia storico sia contemporaneo. Anche il cinema, del resto, rappresenta ormai un cavallo di battaglia dell’assessore che punta ad attirare investimenti e produzioni sotto la Madonnina. Per giugno, ad esempio, ha organizzato all’Istituto di cultura italiano di New York una mostra intitolata «Rotella and the cinema» dedicata alle scorribande del «nuovo realista» con la settima arte. Da queste parti, invece, prepara già i festeggiamenti per l’apertura del Museo del ’900, che pare confermata per il 18 novembre prossimo e che ha in questi giorni acquisito l’archivio e la biblioteca Gian Ferrari, da collocarsi in una sala dedicata alla gallerista milanese scomparsa. «Ho in programma una vera e propria notte bianca con musica dal vivo e performance fino alle sette del mattino».
Incertezza invece per Palazzo Dugnani, che ha ospitato alcune mostre multimediali, ma che necessita di abbondanti ristrutturazioni. Nota dolente. «Potrebbe in futuro ospitare la collezione di Fondazione Cariplo», dirimpettaia in via Manin. Obiettivo puntato anche sulla fotografia che, dopo le mostre di Gastel, McCurry e Kubrick, ospiterà una personale dell’americana Francesca Woodman. «E in autunno voglio aprire una “masterclass” che ospiterà le lezioni magistrali di cinque grandi fotografi internazionali». Sotto a chi tocca.

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