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Milano resta gemellata con Tel Aviv. Maggioranza a pezzi (ormai su tutto)

Sinistra spaccata con dieci consiglieri che votano contro. Grida e insulti di attivisti pro Pal per l'intervento del calendiano Nahum

Milano resta gemellata con Tel Aviv. Maggioranza a pezzi (ormai su tutto)
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Ventuno a diciassette, sono i numeri con cui si chiude la telenovela sullo stop al gemellaggio con Tel Aviv in Comune. I Verdi ieri hanno insistito e messo ai voti l'ordine del giorno che chiedeva la sospensione, anche se lo stesso sindaco nel vertice di maggioranza di venerdì scorso aveva chiesto lo stop. L'avevano chiesto Italia Viva e Azione, La Civica, questa volta anche il Pd. "Testardamente portiamo avanti la nostra battaglia, Palestina libera" ha invocato a fine discorso in aula la coportavoce dei Verdi Francesca Cucchiara. Ma l'ordine del giorno non è passato e spacca ancora la coalizione. Anche l'intervento della capogruppo Pd Beatrice Uguccioni, a favore, è stato molto duro nei confronti del sindaco e della giunta: "Oggi siamo qui a discutere nuovamente della sospensione del gemellaggio con Tel Aviv. E non perché il Consiglio non si fosse già espresso, ma perché quella volontà, approvata democraticamente da quest'Aula 8 mesi fa, non ha trovato seguito ai piani superiori. Questa è la verità: siamo qui perché un'Aula elettiva è chiamata a riaffermare la propria dignità istituzionale". In questi mesi "reciproche ostinazioni e capricci hanno troppo spesso messo sotto scacco il buonsenso trascinando una discussione così delicata dentro dinamiche che poco hanno a che fare con la responsabilità che dovremmo avere davanti a una tragedia umanitaria di queste proporzioni". Ricorda che l'aula ha appena votato un ordine del giorno per convocare un Summit della pace a Milano, invitando i sindaci di varie parti del mondo, e "si farà comunque". Ma sostiene che i due voti non siano in contraddizione. E "la fermezza etica è tornare a chiedere ciò che è giusto. Noi non abbiamo mai confuso i governi con i popoli. Ma un gemellaggio istituzionale non è un atto neutro. È anche un riconoscimento politico e simbolico. Non possiamo restare insensibili e immobili davanti al lento genocidio di un popolo". Aveva anticipato che sarebbe uscito dalla maggioranza un minuto dopo l'eventuale approvazione il consigliere di Azione Daniele Nahum, contestato ("fascista, buffone") da sostenitori pro Pal tra il pubblico quando ha preso la parola per ribadire che "la tregua è ancora in corso e lo sostengono organismi internazionali, la Lega Araba, persino Hamas". A Gaza "non esiste nessuna tregua" ribatte Cucchiara e ringrazia chi davanti a Palazzo Marino un'ora prima manifestava per la Flotilla. Il parere della giunta tocca all'assessore Martina Riva che si "rimette al voto dell'aula". In dissenso con la capogruppo la dem Roberta Osculati, che sottolinea come "il gemellaggio sia la via più difficile ma è un ponte". Cita il cardinal Martini Paolo Petracca de La Civica, ricorda il discorso in Duomo quando scoppiò la guerra nel Golfo, "disse che quando sei parte terza devi mettere una mano sulla spalla di uno e dell'altro". Hanno votato contro nel Pd Osculati, Alice Arienta, Angelica Vasile, i Riformisti (Naum, Giulia Pastorella, Gianmaria Radice), dei civici (Gini Dupasquier, Marzia Pontone e Mauro Orso). Non ha votato ma è rimasto in aula per garantire il numero legale Petracca. Contro compatto il centrodestra.

Per il leghista Samuele Piscina "si è consumata una fortissima e insanabile spaccatura: una divisione che paralizzerà l'azione amministrativa in una coalizione polverizzata dalle proprie contraddizioni". Per Riccardo Truppo (FdI) ormai "non c'è accordo su nulla, il centrosinistra prende le distanze da sé stesso, dal sindaco. Si torni al voto".

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