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Cronaca locale

Con il "41 bus" accompagnerà i parenti dei detenuti

Un servizio di trasporto per i parenti che vorrebbe diventare anche punto di riferimento per una comunità che non ne ha

Rinuncia ai domiciliari, meglio il carcere della convivenza con la compagna

«Di cosa si parla in carcere? Di libertà, ma più di tutto di quando e come si rivedranno i familiari». Bruno Palamara è un ragazzo che «dentro» c'è stato per 4 anni. Ha giurato che, una volta uscito, non ci sarebbe mai più tornato e che avrebbe fatto qualcosa per agevolare gli incontri tra i detenuti e i loro affetti, per la maggior parte donne e bambini, resi difficili dalla burocrazia e dai viaggi faticosi. Così è nata l'idea di «41 Bus», un servizio di trasporto per i parenti che vorrebbe diventare anche punto di riferimento per una comunità che non ne ha.

«Spesso gli istituti di pena sono fuori dai centri abitati e raggiungerli è complicato - spiega all'Agi - Pensiamo a chi deve raggiungere Opera dalla stazione Centrale: spesso prende un taxi che, tra andata e ritorno, può costare 100 euro. In tanti scelgono di andare a piedi, li si vede carichi di pacchi fuori dal carcere dopo un lungo pellegrinaggio. Altrimenti, come indicato sul sito del ministero della Giustizia, deve fare 9 fermate di metro, prendere un tram per dieci fermate e poi un altro bus con sette fermate. Col sito diamo la possibilità di iscriversi al colloquio con un link che rimanda a quelli ufficiali dell'amministrazione penitenziaria, di prenotare un treno o un aereo per Malpensa o la Centrale e poi mettiamo a disposizione una navetta a prezzo modico per Opera o Voghera, dove io sono stato recluso, le prime carceri da cui parte la sperimentazione».

L'iniziativa prevede di ricavare il 5-6% di commissioni sulle tratte dei trasporti grazie ad accordi con le piattaforme di vendita dei biglietti online e di ottenere dal 20% al 60% di ritorno su pullman di proprietà o in leasing. «Questa ostinata determinazione è il lato più romantico di questa storia», racconta Beatrice Saldarini, la sua legale che ha comunicato anche alle istituzioni il lancio di «41 bus». Il nostro motto è «Andare in carcere non è mai stato così facile».

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