«Addestramento dai ghisa e test di salute mentale per i volontari delle ronde»

I volontari delle ronde andranno a scuola dai ghisa e dovranno sottoporsi a test psico-attitudinali. Di salute fisica e mentale. In attesa del decreto attuativo con cui domani il ministro all’Interno Roberto Maroni toglierà ogni dubbio su chi e come potrà pattugliare le strade delle città, il vicesindaco Riccardo De Corato in due telefonate gli ha già fatto presente che i corsi di formazione per i volontari della sicurezza potranno tenersi alla scuola del Corpo dei vigili di via Boeri 7. «Una proposta che il ministro ha apprezzato - riferisce De Corato - e che darebbe più garanzie rispetto all’uso di palestre o presunte scuole di arti marziali, che non sono certo in linea con quanto prevede la legge sulla sicurezza». Le lezioni sarebbero seguite e coordinate dalla polizia municipale. Maroni ha già accolto (e sarà inserita nel decreto) la proposta avanzata proprio dal Comune di Milano in sede Anci di sottoporre a test psico-attitudinali chi si offre di partecipare alle ronde. E soprattutto, il sindaco Letizia Moratti ha strappato al ministro una clausola che «consentirà alla città di mantenere le convenzioni in essere». Dunque: non bisognerà attendere nemmeno settembre, ma già nei primi giorni della prossima settimana City Angels e Poliziotti in pensione - sospesi in attesa di chiarimenti sulla possibilità o meno per i Comuni di rimborsare i volontari - potranno tornare in servizio nelle aree a rischio e nei mezzanini della metropolitana. Il vicesindaco esclude invece che venga recuperato anche il contratto con i Blue Berets: il Comune non intende affidare servizi di ronda a chiunque faccia attività politiche, mentre i berretti azzurri sono finiti nel mirino dopo le polemiche sui collegamenti con l’Msi di Gaetano Saya, il partito che organizza «ronde nere» con divise in stile nazista.
Nulla da obiettare se toccherà proprio ai ghisa addestrare i volontari, ma il portavoce del Coordinamento sindacale autonomo dei vigili, Roberto Miglio, ha più di una perplessità sul principio stesso delle ronde. «Facciano pure tutte le ronde che vogliono e le istruiscano dove gli pare - afferma - ma quando gli operatori della sicurezza entreranno in servizio non intralcino il lavoro dei vigili». La preoccupazione, ammette, è che più che un aiuto «diventeranno un intralcio, perchè chiameranno noi per andare a toglierli dai guai». Il fatto che siano proprio i vigili ad istruirli (e a raccomandare di non mettersi in situazioni di pericolo prima di tutto per sè stessi) potrebbe già fornire garanzie ai ghisa, ma Miglio ribadisce: «Un conto è seguire i corsi, un conto trovarsi poi sulla strada. E dopo le lezioni se non vorremmo ritrovarci a fare da “papà“ ai volontari anche quando inizieranno i loro controlli, altrimenti ci faranno solo perdere tempo».


A chi invece nei giorni scorsi ha criticato il Comune per la sospensione di City Angels e agenti in pensione, De Corato replica che «non potevamo infischiarcene del decreto, ma non ci sono “fobie“ delle ronde tra i milanesi. Chi è rimasto in città avrà modo di vedere forze dell’ordine e militari, nel frattempo aumentati di 150 unità, per un totale di circa 600 mimetiche sulle strade».

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