Aggredito dal pitbull nell'area di spaccio: "Mentre mi mordeva i tossici ridevano"

Paura per un videomaker aggredito dal pitbull di una sbandata mentre documentava il degrado agli ex gasometri della Bovisa: "Nessuno ha mosso un dito, erano troppo fatti per capire quello che stava capitando"

Aggredito da un pitbull nell'area dello spaccio: "Mentre mi mordeva i tossici ridevano"

"Sono stato fortunato". Continua a ripetere queste parole Lorenzo, 28 anni, professione videomaker. Non si è ancora ripreso dallo choc dell’aggressione. Nessuno ha mosso un dito per liberarlo dalle fauci di quel pitbull inferocito che gli si era attaccato alla gamba. Siamo alla periferia nord di Milano, nell’area degli ex gasometri della Bovisa. Un complesso industriale dismesso diventato riparo per sbandati e luogo di spaccio.

Lorenzo è lì proprio per documentare le condizioni in cui versa la zona. Sono le quattro del pomeriggio e di lì a poco dovrà incontrarsi con il consigliere comunale della Lega Pietro Marrapodi. Nel frattempo inizia a guardarsi intorno e scatta qualche foto. In lontananza vede un gruppetto di sbandati. "Avevano un’aria trasandata, sembravano dei tossicodipendenti", racconta il giovane. Mentre sta per estrarre la videocamera viene sorpreso alle spalle da una donna sulla quarantina. È emaciata e malvestita e con lei c’è un pitbull senza museruola né guinzaglio.

Lorenzo non ha neppure il tempo di percepire la minaccia. L’animale gli si avventa subito addosso. Lui prova a difendersi: si divincola e inizia a colpire ripetutamente il cane con pugni e calci per cercare di liberarsi da quella morsa. Ma più scalcia e si dimena, più il pitbull si inferocisce. "Sono stati attimi infiniti. Non so dire quanto sia durata. Ricordo solo che mentre chiedevo aiuto né la proprietaria né gli sbandati che erano lì hanno fatto nulla. Ridevano. Forse erano troppo fatti per rendersi conto di quello che stava capitando".

Il cane viene richiamato solo quando ormai il danno è fatto. Lorenzo è stato morso alle gambe in più punti. Si conta le ferite: "Sono sei tagli e diverse escoriazioni. I pantaloni sono completamente stracciati". Le prime cure gliele hanno prestate all’ospedale Niguarda, dove è arrivato accompagnato dal consigliere Marrapodi. "I medici mi hanno detto che sono stato fortunato. Se i denti avessero affondato di più mi avrebbe potuto recidere l’arteria femorale e forse non sarei qui a raccontarlo. Mi chiedo cosa sarebbe successo se al mio posto ci fosse stato un anziano o un bambino".

Marrapodi è atterrito: "Quando sono riuscito a raggiungerlo era in una condizione drammatica, bianco di paura, con gli abiti stracciati e imbrattati di sangue". Non è un segreto che agli ex gasometri della Bovisa la situazione sia emergenziale. E infatti saranno interessati da un intervento di recupero al quale partecipa anche la Regione Lombardia con 25 milioni di euro. Intanto però la zona rimane da bollino rosso. "È terra di nessuno – incalza il consigliere – ed è il frutto di dieci anni di sinistra al governo della città. Invitiamo per l’ennesima volta l’amministrazione meneghina a non sottovalutare il dossier sicurezza, dicono che Milano non è Gotham City ma episodi come questo dimostrano esattamente il contrario".

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