Alterava le multe nel sistema informatico. Un vigile del Comando arrestato per frode

L'impiegato di piazza Beccaria avrebbe causato una perdita di 50mila euro

Il pc glielo hanno lasciato, ma l'hanno prima dovuto mettere in grado di non nuocere, togliendogli le password. In cambio di un po' di denaro contante, da almeno 4 anni, cancellava infatti le multe dal sistema informatico. Ovvero: utilizzando illegalmente le applicazioni del software per la riscossione delle sanzioni legate alla violazione del Codice della strada e modificando la stringa alfanumerica del sistema che individua il pagamento di una multa ancora da saldare, inseriva il codice di una sanzione già pagata. Una miseria umana che è costata gli arresti domiciliari a un vigile 58enne della polizia locale del comando di piazza Beccaria, un agente che abita nell'hinterland. L'uomo ha messo in pratica il «modus operandi» già emerso un anno fa nell'ambito dell'inchiesta «Ghisa Scura» grazie alle indagini che i carabinieri della prima sezione del Nucleo investigativo del comando provinciale di Milano, guidati dal tenente colonnello Antonio Coppola e dal pm della Procura di Milano Carlo Scalas , portano avanti dal 2016.

Quanto emerso dalle investigazioni dei carabinieri, che si occupano dei reati contro la Pubblica amministrazione, nel luglio scorso aveva portato ai domiciliari tre donne - un agente e due operatori amministrativi, ora ormai tutte in libertà ma sospese dal lavoro e in attesa del processo - che prestavano tutte servizio nel comando di piazzale Beccaria, considerate complici dell'agente della Locale arrestato in questi giorni che invece risulta addetto all'ufficio ingiunzioni. L'uomo adesso dovrà rispondere di accesso abusivo a sistema informatico, frode informatica ai danni della pubblica amministrazione e falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale. L'uomo non era nuovo a situazioni «ambigue» dal punto di vista professionale che però non lo hanno mai portato finora a una vera e propria condanna, tant'è che risulta incensurato.

Alterando i dati sul sistema informativo di gestione delle contravvenzioni al codice della strada, il vigile avrebbe consentito a cittadini compiacenti di regolarizzare formalmente la loro posizione debitoria derivante da ingiunzioni prefettizie emesse a seguito del respingimento di ricorsi per infrazioni stradali, a fronte del pagamento in contanti di una cifra sensibilmente inferiore a quanto dovuto, che veniva trattenuta da lui stesso, senza che fosse mai versata al Comune.

Gli investigatori dell'Arma in questi anni hanno documentato la definizione fraudolenta messa a segno per un totale di oltre 140 ordinanze di ingiunzioni prefettizie, con un relativo danno erariale all'Ente comunale stimato in circa 50mila euro.

L'inchiesta, che non è ancora conclusa e potrebbe portare all'arresto di altri appartenenti alla polizia locale, ha accertato anche il coinvolgimento di circa un centinaio di persone - tra cui anche medici, artigiani, ristoratori - che sono stati denunciati perché, a vario titolo, risultato complici dell'attività fraudolenta del ghisa «infedele».

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Commenti

cir

Mer, 24/06/2020 - 10:37

non ci credo . i lumbard sono onesti...non parliamo dei vigli liguri ..pur di correre a lavorare si dimenticano di mettersi i pantaloni , altro che smart working ....bed working !!!