Il benvenuto a Salvini? Via libera del Comune a sei moschee in città

Quattro abusive da regolarizzare grazie al Pgt: bando per nuovi minareti in via Esterle e Novara

Il benvenuto a Salvini? Via libera del Comune a sei moschee in città

Nel giorno in cui il neo ministro della Lega Matteo Salvini si insedia al Viminale promettendo tagli ai fondi per l’accoglienza profughi e impegnando a disporre «strumenti adeguati per consentire il controllo e la chiusura immediata di tutte le associazioni islamiche radicali nonché delle moschee irregolari», come è scritto nel contratto di governo giallo-verde, la giunta Sala fa un triplo salto in avanti. Dopo la presentazione delle linee guida del Piano di governo del territorio una settimana fa, proprio ieri ha pubblicare sul sito i documenti di (...) valutazione ambientale e del Pgt, compreso il suo allegato più atteso (al varco) dalle opposizioni: il «Piano per le attrezzature religiose» che - se arriverà intatto dopo la raccolta delle osservazioni e la discussione che si preannuncia di fuoco in Consiglio comunale - sbloccherà le prime 7 moschee a Milano. In quattro casi si tratta della messa a norma di immobili già usati abusivamente dalle associazioni islamiche come luoghi di preghiera - via Padova/Cascina Gobba (associazione Al-Waqf Al-Islami in Italia), via Maderna (Comunità Culturale Islamica Milli Gorus), via Gonin (associazione culturale no profit Der El Hadith) e via Quaranta (Comunità Islamica Fajr). Il piano indica invece tre aree comunali «da assegnare con bando pubblico aperto a tutti i credo» per realizzare nuovi luoghi di culto: due sono le stesse già messe all'asta negli anni scorsi dall'ex sindaco Pisapia e poi bloccate da ricorsi - via Esterle e via Marignano -, mentre al posto del terreno davanti all'ex Palasharp Sala introduce «un'area da individuare all'interno dell'ambito del parcheggio Trenno di via Novara». Gli islamici parteciparono e vinsero in teoria 3 spazi su 3, ma Marignano passò al Centro cristiano evangelico perchè il bando prevedeva che alla stesso culto andassero al massimo 2 aree, e lo schema dovrebbe ripetersi. Il Pgt approderà in giunta tra settembre e ottobre e poi in consiglio comunale per il primo via libera, l'approvazione definitiva potrebbe arrivare all'incirca tra un anno ma la strada è tracciata. Nel piano delle attrezzature religiose ovviamente non si parla solo di moschee. Il Comune nei mesi scorsi ha raccolto 42 richieste di assegnazione di spazi per luoghi di culto, due riguardavano le aree comunali di via Marignano e dell'ex Palasharp, escluso dal piano, dieci generiche (non indicavano uno spazio preciso) e 24 su siti specifici da regolarizzare. Nove sono risultate compatibili con i paletti urbanistici fissati dalla legge regionale: a parte le 4 moschee abusive, due immobili usati dalla Diocesi cristiana copta ortodossa di Milano e dintorni in via Gaggia e via Lago di Nemi, tre riferite ai cristiano-evangelici in via Magreglio (Chiesa Cristiana Evangelica Assemblea di Dio Alleanza e Vita), via Bacchiglione (Chiesa Cristiana Evangelica Punto Lode di Milano) e via Carriera Rosalba (Chiesa Cristiana Evangelica Internazionale Ministero Sabaoth). La Chiesa cattolica ha presentato richieste per 6 aree dove sono in corso o previsti progetti di trasformazione: Montecity Rogoredo, scalo Romana, scalo Farini, Fiera Milano City, Cascina Merlata ed Expo. Un totale quindi di 18 nuove aree che si aggiungono ai 299 luoghi di culto già esistenti. Per ottenere i permessi edilizi «i soggetti richiedenti - è precisato - dovranno garantire la totale trasparenza nella gestione e documentazione dei finanziamenti ricevuti, provenienti dall'Italia o dall'estero». La legge regionale, fa presente l'assessore all'Urbanistica Pierfrancesco Maran, «impone di trattare il tema delle attrezzature religiose all'interno del Pgt. Con questo piano non solo intendiamo garantire il pieno diritto di culto a tutte le religioni ma vogliamo farlo rispettando tutte le condizioni di sicurezza, selezionando luoghi adatti e ponendo fine a soluzioni improprie come gli scantinati, con le necessarie verifiche da parte del Ministero degli Interni».

Sul piede di guerra contro le moschee il capogruppo di Forza Italia Gianluca Comazzi: «Le periferie sono in balia del degrado, i cittadini chiedono più sicurezza e il Comune inserisce tra le priorità del Pgt la regolarizzazione delle moschee abusive. Siamo in balia di una sinistra sempre più ideologizzata e distante dai reali problemi delle persone. Forza Italia si opporrà, questi luoghi vanno chiusi non legalizzati».

Chiara Campo