"Bloccare il fiume di soldi dall'estero ai centri islamici"

"Bloccare il fiume di soldi dall'estero ai centri islamici"

Si torna a parlare di centri islamici e di un «fiume di soldi» «alle moschee d'Italia». La Stampa ieri ha presentato le anticipazioni d un libro in uscita in Francia, «Qatar papers», scritto da Christian Chesnot e Georges Malbrunot. I due decani del giornalismo d'Oltralpe - come riporta il quotidiano torinese - hanno avuto accesso a migliaia di documenti interni alla Qatar Charity, la fondazione legata all'emiro del Qatar. Risulta che l'Italia sia il Paese in cui la Charity ha «speso di più» e risultano anche progetti in svariate realtà lombarde. La notizia di questi sostegni esteri, leciti - va detto - in Italia, ha suscitato comunque diverse reazioni, per il portato ideologico che possono avere. È intervenuto Carlo Fidanza, deputato milanese di Fdi. «Pochi giorni fa - ha detto - abbiamo interrogato il Governo sui fondi provenienti da Paesi arabi integralisti ricevendo dal ministro Salvini una risposta troppo blanda. Lo è ancora di più oggi», ha aggiunto riferendosi al contenuto dell'articolo. Fidanza ha parlato anche di quella che la Stampa definisce «una lettera di raccomandazione firmata da Yussuf al Qaradawi in cui lo sceicco elogia il Caim (Coordinamento associazioni islamiche di Milano, Monza e Brianza) ed esorta i destinatari a donare generosamente ai suoi rappresentanti». Fidanza sottolinea come l'obiettivo di questo sostegno fosse il «progetto di una grande moschea nel capoluogo lombardo» ed esorta il premier Conte a «bloccare ogni possibilità di finanziamento» di questo tipo.

«I finanziamenti possono pure essere puliti - ha dichiarato il capogruppo comunale di Milano popolare Matteo Forte - ma bisogna chiedersi se questi non siano espressione di una egemonia di potenza che vuole influenzare i cittadini di fede musulmana in occidente diffondendo un'interpretazione esclusivamente politico-giuridica dell'islam».

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