Il braccio di ferro Lega-Fdi rimette in attesa Albertini

Salvini insiste: "Se lui è disponibile non servono tavoli". Forza Italia: "Lasciare da parte le questioni nazionali"

Il braccio di ferro Lega-Fdi rimette in attesa Albertini

«Se Gabriele Albertini è a disposizione per me è sì, adesso, senza richieste, pretese, condizioni o imposizioni di partito. Questo dico da milanese e dal leader del centrodestra. Se qualcuno invece chiede tavoli o tavolini, siamo messi male». Il leader della Lega Matteo Salvini è tornato a ribadire che sulla candidatura dell'ex sindaco per sfrattare Beppe Sala e riprendere la poltrona di Palazzo Marino non servono tentennamenti o rinvii. Un messaggio indirizzato in primis a Fratelli d'Italia che non intende sciogliere le riserve senza la convocazione di un vertice nazionale del centrodestra che risolva tutto il risiko delle grandi città al voto e (magari) la grana della presidenza del Copasir che Fdi rivendica e il Carroccio non ha intenzione di cedere. In piazza Duomo per la manifestazione del Primo Maggio organizzata dal sindacato Ugl, Salvini ha ribadito con una battuta: «Io il tavolo lo uso al parco Sempione per fare il pic nic. Se c'è una persona come Albertini che ha rivoluzionato Milano e si mette a disposizione, in un secondo, se qualcuno vuole bene a Milano e al centrodestra, dice sì. Se qualcuno invece tira in ballo vecchie liti, vuol dire che non vuole vincere». Ieri a Domenica Live su Canale 5 ha ripetuto che gli piacerebbero «molto Albertini a Milano e Guido Bertolaso a Roma perché sono persone concrete. E gli italiani vogliono concretezza, non litigi». L'europarlamentare Fdi Carlo Fidanza ironizza: «Non credo che i tavoli si usino solo per il pic nic al parco, mi pare che i tavoli per far parte del governo si facciano tutti i giorni e Salvini ci partecipi con i suoi improbabili alleati», Pd e Movimento 5 Stelle, «sarebbe meglio se li facesse con i suoi alleati naturali del centrodestra». Fidanza precisa che non c'è da parte di Fdi «nessuna preclusione su Albertini come su altri candidati. É già accaduto in questa legislatura di avere posizioni differenti rispetto al governo nazionale. Questo non ha impedito ai leader del centrodestra di scegliere i candidati migliori che ci hanno fatto vincere tutte le elezioni regionali svoltesi in quei mesi. Per noi deve accadere lo stesso anche questa volta. Salvini convochi il vertice di coalizione che Giorgia Meloni chiede da settimane e sicuramente ne uscirà un centrodestra compatto e con candidati competitivi per vincere a Milano e nelle altre città».

Il timore che circola tra i colonnelli dei partiti è che il braccio di ferro tra Carroccio e Fdi su questioni nazionali possa far perdere la pazienza all'ex sindaco, lo stand by non può durare troppo a lungo, anche perchè sul nome sembrano esserci ben pochi dubbi. Interviene nella querelle il capogruppo di Forza Italia Fabrizio De Pasquale, facendo presente che «se si volevano fare le primarie bisognava muoversi mesi fa, ora la soluzione migliore è individuare figure che tengano unito l'elettorato di centrodestra e mi sembra che nessuno come Albertini a Milano possa rappresentare questo ruolo. Per una volta chiederei di mettere le questioni romane in secondo piano perché in questo momento vincere o perdere Milano sarebbe un elemento decisivo per il centrodestra anche a livello nazionale. Se c'è la sua disponibilità, chiudiamo i giochi a Milano». Purtroppo, chiosa, «ci sono ancora troppe persone dentro ai partiti che pensano che si possa far passare ancora il tempo, ma non è così».

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