Così Sala ostacola le onlus. Ma agevola i centro sociali

Baruffa a Palazzo Marino per la onlus Bran.co, la cui attività di solidarietà a Milano viene frenata per ragioni ideologiche: è rivolta della Lega

Così Sala ostacola le onlus. Ma agevola i centro sociali

Mentre ai centri sociali di Milano è permesso tutto, anche organizzare feste mentre in tutto il Paese le discoteche regolari sono obbligate a restare chiuse, le onlus vengono bloccate e viene loro impedito di supportare i cittadini del territorio. Questo è quanto sta accadendo con Bran.co sulla quale si è scatenato il dibattito per l'attribuzione degli spazi di proprietà del comune. Stefano Pavesi (consigliere Municipio 8), Massimiliano Bastoni (consigliere regionale) e Silvia Sardone (europarlamentare) hanno alzato la voce contro la discriminazione ideologica che non permette alla onlus di svolgere regolarmente la sua attività di aiuto alle famiglie.

Tutto è nato dal candidato sindaco Gabriele Mariani, di Milano in Comune e Civica AmbientaLista, che si è lamentato della possibilità di attribuire uno spazioni in via Appennini alla onlus Bran.Co: "Apprendo con molta rabbia che uno degli spazi dati in concessione all'interno del Municipio 8 è stato assegnato ad una Onlus facente parte dell'area neonazista riconducibile a Lealtà e Azione, uno dei gruppi di destra eversiva più pericolosi di Milano. Non solo trovo inaccettabile che a Milano organizzazioni di questo genere possano muoversi a piede libero, la beffa è che possano ottenere uno spazio comunale, uno spazio che merita di essere assegnato a quell'associazionismo di quartiere che fa bene alla nostra città e che anima contesti talvolta complessi come quello del Gallaratese. Il comune di Milano deve revocare immediatamente la concessione per destinarla all'utilizzo che merita, Lealtà e Azione non deve avere spazio nella nostra città".

Sollevata la questione, gli ha fatto eco il presidente del Municipio 8, Simone Zambelli, che ha chiesto a Palazzo Marino di prendere posizione contro Bran.co ma gli esponenti leghisti della città e della Regione si sono ribellati. "Da cinque anni sono consigliere del Municipio 8, mi sono impegnato sui problemi del quartiere anche nel sociale, supportando le attività di Bran.co ONLUS nell'aiuto alle famiglie italiane. Con i volontari dell’Associazione doniamo oltre cento pacchi alimentari ogni mese solo nella Zona 8. La polemica di Zambelli è strumentale e serve solo ad attirare voti di estrema sinistra e da Presidente del Municipio dovrà spiegare a tutte le famiglie che aiutiamo perché, secondo lui, non dovrebbero accettare il pacco alimentare da Bran.co Onlus", ha affermato Stefano Pavesi.

A lui si è unito Massimiliano Bastoni, consigliere regionale: "Ho, in questi anni, partecipato attivamente ad iniziative di Bran.co ONLUS, tra cui il 'Calcio alla pedofilia' che raccoglie ogni anno migliaia di euro che vanno a supportare spese legali e mediche ai bambini vittime degli abusi. Zambelli si è sempre rifiutato di sostenere queste iniziative per ostracismo ideologico e nostalgia della stagione dell'odio. Da settembre, Milano e il Municipio 8 manderanno a casa chi ha messo in questi anni l'interesse politico di fronte a quello dei cittadini, gestendo le istituzioni come se fossero la sede del loro partito".

Dura anche le replica dell'europarlamentare Silvia Sardone: "La sinistra milanese continua a boicottare chi aiuta le famiglie italiane in difficoltà. Non solo penalizza i nostri connazionali in tutte le misure di sostegno al reddito ma cerca anche di ostacolare l’operato delle associazioni che da anni lavorano sul territorio. In questo momento di crisi i poveri sono purtroppo aumentati e le associazioni come Bran.co Onlus andrebbero premiate e non ostacolate per meri interessi politico-elettorali. Forse alla sinistra non fa piacere che ci sia una onlus che aiuta gli italiani e non solo gli stranieri. Il Comune non si permetta di lasciare un immobile sfitto senza assegnarlo per questioni ideologiche, togliendo quindi un aiuto per la cittadinanza sul territorio".

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