Il centro malattie infettive per evitare altre epidemie

Il polo è istituito dalla legge sanitaria regionale. Moratti: "Preveniamo e gestiamo le emergenze"

Il centro malattie infettive per evitare altre epidemie

Un centro lombardo (e nazionale) per la ricerca, la prevenzione anche la cura delle malattie infettive, per evitare che le prossime (possibili) epidemie facciano male come il Covid 19.

Con questa «missione», e con l'ambizione di diventare uno dei due-tre poli più importanti del Paese, la Regione vara il Centro nazionale di prevenzione e controllo delle malattie infettive e su questo progetto investe 100 milioni di risorse sue.

L'istituzione del centro è stabilita all'articolo 15 della legge di riforma sanitaria in discussione in Consiglio regionale riunito in questi giorni in seduta permanente. Il voto è previsto per i primi giorni della prossima settimana. «L'eccellenza lombarda al servizio dei cittadini» è lo slogan. E le premesse consistono ovviamente nei rischi legati a futuri scenari pandemici: «Questo sarà il secolo dei salti di specie dei Coronavirus» si legge nel progetto. Necessario quindi attrezzarsi, con attori altamente specializzati e luoghi - non solo fisici - in grado di studiare le nuove possibili emergenze, lavorando sulla ricerca dei vaccini e sulle terapie. «Il Centro - spiega l'assessore Letizia Moratti - ha l'obiettivo di indirizzare scelte e programmi per la promozione della salute, rendendo strutturato e stabile il confronto multi-istituzionale e multidisciplinare finalizzato alla tutela sostenibile e resiliente delle risorse del pianeta. Le sue attività hanno la finalità di affrontare e prevenire possibili pandemie come quella da Covid-19». «Per fronteggiare la presente e le future pandemie - conclude l'assessore al Welfare - serve un Centro di ricerca transnazionale che identifichi i nuovi meccanismi di malattia, che monitori le basi della resistenza agli antibiotici e integri appunto sotto il termine di One Health le esigenze del mondo produttivo, della medicina veterinaria e della tutela dell'ambiente».

Sulla legge, la più rilevante della legislatura regionale, hanno lavorato gomito a gomito l'assessorato e il Consiglio. «È sicuramente un tema chiave - spiega il presidente della commissione sanità Emanuele Monti, che è anche relatore della riforma - il tema è emerso in modo lampante con il Covid. Questa legge introduce il piano pandemico regionale, e questo sarà il riferimento regionale per dettare le linee guida, con l'auspicio che diventi un polo, se non il principale, fra i principali in Italia, uno strumento per i lombardi e non solo. Per questo investiamo 100 milioni di fondi nostri».

L'idea quindi è un mega hub della ricerca, della prevenzione e della clinica. «La Lombardia è grande come un medio stato europeo, è necessario avere un luogo che fa ricerca, prevenzione e assistenza e anche cura. Sarà redatto un piano quinquennale, e annualmente le linee guida. «Prevediamo un deciso rafforzamento della prevenzione - spiega Monti - le Asst avranno un dipartimento prevenzione, è importante ma il rischio è che ognuno segua la sua strada. Il Centro, quindi, sarà un punto di riferimento per l'esterno e per la sanità lombarda».

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