Cl perde la causa con il Comune sull'Ici

Dopo sei anni di scontri dovrà pagare migliaia di euro per i suoi edifici al Comune: "Non sono luogo di culto"

La battaglia era iniziata nel 2007, quando era ancora sindaco Letizia Moratti. Una giunta di centrodestra che sfidava Cl nella sua «roccaforte», nella regione governata da Roberto Formigoni che della Fraternità di Comunione e Liberazione era l'esponente di spicco. Ma i tecnici comunali non si erano fatti impressionare, avevano rilevato il mancato pagamento dell'Ici sugli immobili di via Rombon, dove ha sede la scuola «Fondazione Sacro Cuore Educazione e istruzione Giovani» e dove nel 2005 venne allestita la camera ardente per don Giussani. Sfilarono quasi cinquantamila ciellini per rendere omaggio al fondatore della comunità, il suo funerale in Duomo venne celebrato dall'allora cardinale Joseph Ratzinger, oggi Papa emerito. Ma Cl non è il Vaticano, e a sancirlo c'è la sentenza della Cassazione che ha respinto tutti i ricorsi presentati in sei anni dall'associazione per evitare il pagamento dell'imposta per via Rombon, circa 65mila euro per cinque anni, tra il 2001 e il 2006, in cui Cl aveva omesso la dichiarazione e il pagamento dell'Ici. Gli eredi di don Gius hanno sempre ritenuto - nei vari gradi di giudizio, dalla Commissione tributaria provinciale e regionale fino alla Cassazione - di avere diritto all'esenzione che allora veniva concessa a onlus, organizzazioni di volontariato e enti ecclesiastici civilmente riconosciuti. La querelle è passata negli anni - e tra un'impugnazione e la successiva - dalla Moratti al sindaco Giuliano Pisapia, che ora riscuoterà i 65mila euro visto che i giudici della VI sezione civile, come ha anticipato ieri La Notizia, hanno respinto i ricorsi di Cl. Una sentenza che dovrebbe segnare la strada di un'altra causa fotocopia, quella che ora vedrà protagonista proprio la casa madre della Confraternita, la sede principale in via Porpora 127. La giunta comunale ha approvato in una delle ultime sedute la costituzione contro il ricorso di Cl davanti alla Corte di Cassazione di quattro giudizi diversi proposti contro altrettante sentenze emesse dalla Commissione tributaria regionale. Qui l'omessa dichiarazione e il mancato pagamento si riferiscono agli anni dal 2003 al 2006, 8.900 euro per il primo anno e poco più di ottomila in quelli successivi. Il Comune insomma conta di recuperare circa 33mila euro che in tempi di bilancio in rosso non si possono sacrificare davanti a nessun altare. In questo caso, se il precedente fa scuola, Cl dovrà rassegnarsi a versare il pregresso, E abbandonare le speranze che nel passaggio dall'Ici all'Imu spunti qualche esenzione. Un contenzioso che fotocopia l'eterno scontro su cosa sia davvero luogo di culto. Sotto l'ex governo Monti anche la Chiesa stava per arrendersi al pagamento dell'imposta sugli immobili, poi qualche «santo in paradiso» ha fermato la stangata.

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