Milano, Monti e Bocconi alla carica per Sala sindaco

Il prof. in pressing sul commissario unico di Expo. Ma lui: "Decido a gennaio"

In vista delle elezioni comunali di Milano, Mario Monti (e la Bocconi) vanno in pressing su Giuseppe Sala, ex studente e docente dell'università e, oggi, commissario unico all’Expo perchè rompa gli indugi e si candidi al posto oggi occupato da Giuliano Pisapia. L’occasione è la serata organizzata dall’ università milanese per premiare Sala alumnus dell’anno 2015.

"Sono due i feeling che ho percepito stasera - ha affermato il presidente della Bocconi Mario Monti -. Il primo è che Sala ha tale capacità ed esperienza che, dopo l’Expo, può fare quello che vuole". Il secondo, ha proseguito scherzando l’ex premier rivolto a Sala e alla platea di ex bocconiani - "è l’auspicio che lui voglia quello che tutti vorremmo che lui volesse". Parole nemmeno troppo sibilline: Sala candidato sindaco a Milano. Per il centrosinistra, ovviamente.

"Vedremo. Fino a dicembre sono a Expo. Decido a gennaio", ha replicato più tardi Giuseppe Sala a chi gli chiede se quella di Monti sia da leggere come un’investitura. "Qui è tutto facile - ha aggiunto -. Qui giocavo in casa". D’altra parte lo stesso Monti, con non poca ironia, ha tenuto a sottolineare che l’ateneo è da sempre "neutrale in politica", non appoggia nè partiti, nè singoli candidati, ex allievi compresi.

Da venerdì sera il commissario unico dell’Expo può contare su qualche centinaia di sostenitori in più se vorrà scendere in campo. Alla cerimonia per la consegna del premio hanno partecipato 500 ex studenti e tra loro nomi di qualche peso dell’economia e della finanza. Presenti fra gli altri Claudio Costamagna, fresco di nomina della Cdp, Laura Cioli, consigliere di Rcs indicata tra i possibili candidati per la carica di amministratore delegato del gruppo, l’ex consigliere delegato di Intesa Enrico Cucchiani, il presidente di A2A Giovanni Valotti e Raffaele Jerusalmi, ad di Borsa Italiana.

Tutti hanno seguito l’intervento di Sala, a tratti commosso, quando ha ricordato la sua famiglia e i piccoli imprenditori di provincia, gli anni in Bocconi, poi quelli nella grande industria, prima in Pirelli e poi in Telecom. Fino alla svolta con l’impegno come civil servant in qualità di direttore generale del Comune di Milano su chiamata dell’allora sindaco Letizia Moratti."Non ho mai pensato di essere un predestinato - ha spiegato Sala rivolgendosi ai più giovani tra i laureati della Bocconi -. Ho l’idea che la vita in progress e che si debba fare un passo alla volta".

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Commenti
Ritratto di Ludovicus

Ludovicus

Dom, 18/10/2015 - 08:48

Certo che se questo tizio si presenta candidato sindaco di Milano con la benedizione del Professorone Cretinone, la débacle e' assicurata...

evuggio

Dom, 18/10/2015 - 11:34

Sala poteva anche piacermi come sindaco di Milano, ma il solo fatto che sia appoggiato da Monti mi fa ribellare all'idea!