Milano chiede la liberazione di Gilad Shalit, il soldato israeliano ostaggio di Hamas dal 2006. E la sinistra, sul voto del documento, si spacca in due, o meglio in tre: da una parte il Pd e le forze maggiori, dallaltra la lista di sinistra (Rifondazione-Pdci) che appoggia il sindaco, Giuliano Pisapia, mentre il gruppo «Milano civica per Pisapia», a sua volta, si è spaccato in due. La mozione per Shalit e per un «vero e costruttivo dialogo fra israeliani e palestinesi» è stata presentata da Alberto Gabbai del Pd e approvata, dopo un dibattito in aula di circa tre quarti dora, con 33 voti di maggioranza e opposizione ma con il voto contrario di Anita Sonego della Federazione della sinistra e di Elisabetta Strada di «Milano civica per Pisapia», mentre laltra consigliera civica, Anna Scavuzzo, si è astenuta. Se la sinistra si è platealmente divisa, ha manifestato grande soddisfazione la sinagoga che ha sede nella Galleria Vittorio Emanuele.
Il portavoce Davide Romano commenta favorevolmente soprattutto il sì trasversale: «Il voto con la grande maggioranza dei consiglieri comunali unita - sottolinea Romano - fa parte di quelle cose che rendono orgogliosi i milanesi: i concetti di pace e di umanità devono essere le fondamenta su cui costruire il vivere comune, anche oltre i confini della nostra città». «Resta lamarezza per il voto di astensione e per i due voti contrari». «Come si possa votare a favore della tortura nel 2011 - conclude - è qualcosa di inquietante. Non tanto per noi, ma per le loro stesse coscienze».IN CONSIGLIO
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