Disastro di Pioltello: le "anomalie" su 3 chilometri

Disastro  di Pioltello: le "anomalie" su 3 chilometri

Tre chilometri di rotaie in condizioni di degrado e non solo un giunto usurato. Le cause del disastro ferroviario di Pioltello (nella foto) vanno cercate in una serie di «anomalie». Sono queste le conclusioni della consulenza tecnica depositata in Procura.

I problemi rilevati: la «presenza di usura», scollamenti, una «scarsa rincalzatura» e la «mancanza di attacchi elastici», non solo nel cosiddetto «punto zero», dove si trovava il giunto in cattive condizioni e dove si staccò un pezzo di rotaia e avvenne il deragliamento, ma anche in altri giunti e sulla «sede ferroviaria nel tratto di binario compreso tra il chilometro 13 e il chilometro 11» della linea Milano-Venezia. Tutti elementi riportati nella complessa consulenza degli ingegneri Roberto Lucani e Fabrizio D'Errico ed entrata nell'inchiesta sull'incidente del 25 gennaio scorso che causò tre morti e cinquanta feriti. «In svariati punti del tratto di linea oggetto del sopralluogo visivo - scrivono i tecnici incaricati dai pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, coordinati dall'aggiunto Tiziana Siciliano - è stata rilevata e documentata la mancanza di attacchi elastici tipo Pandrol», ossia di «elementi di fissaggio diretto» della «rotaia alla traversa». La relazione è una prima parte della maxi consulenza disposta dai pm e riguarda gli accertamenti irripetibili dei mesi scorsi. Sono emersi inoltre problemi al «giunto di sinistra», cioè il «gemello» di quello che si è rotto, e l'assenza di criticità su vagoni, carrelli e ruote. Tra gli indagati, due manager e quattro tecnici Rfi e due manager Trenord. La consulenza finale dovrebbe essere depositata tra gennaio e febbraio

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