Ecco le undici porte d’ingresso su Expo

Portare l’Expo fuori porta, oltre i confini di Milano. Questo l’obbiettivo della Provincia di Milano per far sì che i turisti attesi per il 2015 scoprano le bellezze della Lombardia e seguano precisi percorsi. Magari dando un’occhiata alla Certosa di Pavia prima di raggiungere i padiglioni dell’Expo, oppure fermandosi a trascorrere un pomeriggio al parco delle Groane prima di recarsi a Rho. Insomma, si dà un suggerimento a chi arriva da fuori per conciliare impegni di lavoro e svago.
Sono già state individuate le 11 zone da valorizzare. E a settembre si terrà la prima riunione tra i sindaci dei comuni interessati per un primo incontro operativo. Le porte su cui puntare sono: Abbiategrasso, a ridosso del parco del Ticino, Sesto Calende, Legnano, Lainate, Seregno, Cesano Bovisio Varedo, Monza, Cassano Vaprio, Segrate, Melegnano, Binasco. Cittadine interessanti non solo per motivi storici e culturali ma anche per la loro storia economica. Il bacino che lo staff di Palazzo Isimbardi ha individuato sulla cartina geografica rappresenta una delle zone più sviluppate della Lombardia, interessante per il modello delle piccole e medie imprese e per i livelli produttivi raggiunti. Ai turisti e agli uomini di affari che arriveranno qui per Expo si danno insomma vari spunti per approfondire la conoscenza del territorio. Si comincia fissando i punti cardine: 11 porte, 11 poli di sviluppo.
«La nostra sfida - dice il presidente della Provincia Guido Podestà - sarà quella di lasciare sul nostro territorio un simbolo concreto che sappia attrarre, anche negli anni a venire, un turismo non solo di affari, ma anche collegato alla cultura, all’arte e al tempo libero». «Lo schema sintetico di progetto delle porte - spiega l’assessore alla Pianificazione del territorio, Fabio Altitonante - si richiama espressamente, per semplicità iconica, alla nota tavola delle trasformazioni attuate a Roma da papa Sisto V in occasione dell’anno santo, quale precedente storico di Expo, che è stato in grado di incidere sulla forma urbana. Lo schema è contemporaneamente una mappa infrastrutturale e dello sviluppo economico». Sì, perché tutte le cittadine scelte per fare da «punti cardinali» di Expo sono collegate a Rho e a Milano grazie a una fitta rete di strade, ferrovie e percorsi d’acqua. Il piano della Provincia, per l’appunto, vuole puntare proprio sulla riscoperta dei percorsi d’acqua, del canali storici, della ricca rete fluviale che si intreccia con le autostrade, con i parchi e con le rotaie che servono le città. Portare Expo fuori porta è uno degli obbiettivi che da subito Guido Podestà, presidente della Provincia, si è prefissato. Non a caso ne ha parlato più volte durante la sua campagna elettorale, ragionando attorno all’idea di un «sistema integrato» in vista di Expo. Così sarà: per questo si chiede la collaborazione di vari Comuni. Ogni Comune potrà fare riferimento a Palazzo Isimbardi per pianificare gli interventi e per «pubblicizzare» le sue bellezze. Verrà realizzato un opuscolo turistico, una guida che metta in luce i luoghi da vedere a pochi chilometri da Milano. «Con questo progetto - sottolinea Altitonante - nessun Comune sarà considerato una Cenerentola, ma ognuno potrà vivere realmente Expo».

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