Quel che ha scritto il consigliere di zona 9 è delirante, ma il caso non si chiude con le sue dimissioni. Il passo indietro di Leonardo Cribio era necessario per riparare a un'offesa inaccettabile che è stata arrecata alla memoria delle vittime, ma non si può ridurre il problema alle intemperanze di un giovane «rifondarolo» comunista. In Zona 3 Rifondazione Comunista ha organizzato un convegno in chiave revisionista. In Zona 5 altro episodio preoccupante. Il capogruppo della «Sinistra per Pisapia» Giuseppe Garufi è uscito dall'aula durante il minuto di silenzio chiesto dal leghista Alessandro Giacomazzi. Poi si è lasciato andare ad affermazioni assurde mentre Simone Enea Riccò di Forza Italia invitava la sinistra a non cedere alla tentazione di distinguere morti di serie A e B in base ai riflessi dell'ideologia. Ma Rifondazione Comunista, nonostante le polemiche seguite al caso Cribio, è uscita dall'aula anche in zona 9. Secondo un consigliere di Forza Italia, Gabriele Legramandi, Cribio si è «sacrificato», probabilmente spinto dai vertici del suo partito, per permettere a «una certa corrente di pensiero» di «continuare a sopravvivere nell'ufficiale silenzio dei vertici».
E non ha torto chi ricorda che il sindaco, Giuliano Pisapia, dieci anni fa, con i deputati di Rifondazione ha votato contro la legge che istituiva il Giorno del ricordo. Il problema insomma non è un'uscita infelice. Lo può testimoniare Simone Cristicchi, un cantante amato dalla sinistra e ora diventato vittima della censura rossa per aver cercato di raccontare la verità.Foibe e sinistra Quelle offese non sono deliri isolati
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