Fontana: "I vaccini ci sono". Ecco dove si fanno i tamponi

In Lombardia 520 contagi. Tanti i "drive in" per i test. E la Regione avvia la campagna anti influenzale

Continua a salire la curva dei contagi da Covid 19 in Lombardia, tanto che ieri si è toccato il numero record di 520 nuovi casi con 21.569 tamponi effettuati per una percentuale pari al 2,4 per cento. Picco nel Milanese dove si contano 182 casi, di cui 77 solo in città, 54 a Varese e 52 a Brescia. Nel bollettino regionale compaiono anche 5 decessi, rimangono stabili per fortuna i ricoverati in terapia intensiva (40), mentre aumentano di 19 unità i pazienti ricoverati in altri reparti.

L'ansia da contagio sta investendo anche il mondo della scuola, che al momento «sta reggendo», anche se di tamponi per i bimbi i se ne continuano a chiedere tanti, come si è visto al punto «drive through» degli ospedali San Carlo e San Paolo con ore di attesa e 700 test processati al giorno. Così all'ospedale dei bambini Buzzi dove lunedì solo al «drive in» ne sono stati fatti 250 in un pomeriggio. I positivi erano pochissimi, due o tre casi. «Sono un numero importante tenendo conto che stiamo registrando una circolazione bassa del Sars-CoV-2 fra i piccoli» la riflessione di Gian Vincenzo Zuccotti, direttore Pediatria e pronto soccorso pediatrico nell'Asst Fatebenefratelli Sacco. Tre le regole per salvare i bambini «dagli eccessi di tamponi inutili» a cominciare dal monitoraggio dell'epidemia, poi è importante che i pediatri visitino i loro piccoli pazienti, visto «che oggi c'è la tendenza a dire prima fai il tampone e poi ti vedo e non eccedere nel mandarli a tampone davanti a sintomi isolati».

A Milano esistono anche altri punti drive trougholtre al Buzzi, il San Carlo e il San Paolo, cioè il San Raffaele, il Centro Diagnostico di Gessate. E, appena fuori città l'ospedale Bassini di Cinisello Balsamo, l'ospedale di Bollate, il Policlinico San Donato. Cui si aggiungono i laboratori e i centri prelievi con accesso diretto per le scuole.

Per cercare di contenere il contagio da «movida» ieri il Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica ha disposto una stretta dei controlli soprattutto nei luoghi di aggregazione, dove sarà dedicata particolare attenzione al rispetto dell'obbligo di indossare la mascherina e al divieto di assembramento. Il Prefetto Renato Saccone ha firmato 10 provvedimenti di chiusura per 5 giorni di esercizi commerciali che non rispettavano le normative. Si tratta di due parrucchieri, cinque tra bar e pub, due circoli privati e un centro benessere.

Intanto infuria la polemica sulla campagna vaccinale contro l'influenza e sulla presunta mancanza delle dosi necessarie, fondamentali quest'anno più che mia per proteggere la popolazione a rischio, messe a tacere dallo stesso presidente della Lombardia Attilio Fontana. «Siamo messi bene, abbiamo un numero di vaccini sufficiente per coprire tutte le categorie che il governo ci ha detto debbano essere coperte: tutti gli ultra 60enni, tutti i bambini da 6 mesi a 6 anni, tutti i pluripatologici, i cosiddetti fragili». Una dichiarazione supportata dai numeri che il dg dell'assessorato al Welfare Marco Trivelli ha fornito durante l'audizione alla commissione regionale Sanità: «Le dosi di vaccini sono sufficienti per coprire il fabbisogno reale, in funzione delle percentuali del 75 per cento sulle fasce over 65 e over 60, del 90 per cento sui fragili e del 75 per cento su quella 0-6 anni. In funzione di queste classi e di queste categorie - ha spiegato - noi abbiamo un numero di vaccini assolutamente sufficiente e idoneo». Numeri non da poco se si tiene conto che si tratta di raddoppiare le dosi rispetto allo scorso anno «ma siamo confidenti sul fatto che ci sia la capacità di farlo», ha concluso Trivelli.

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