Cronaca locale

Il festival dell'abusivismo dei centri social fra bar, lotterie e fuochi

Eventi dei centri sociali da oggi per tre giorni Protesta Lega e Forza Italia: «Addio legalità»

Il festival dell'abusivismo dei centri social fra bar, lotterie e fuochi

Si festeggia dieci anni di impunità. Ovviamente in piazzale Selinunte, epicentro di un quartiere, San Siro, che fra gli altri problemi patisce anche la presenza incontrollata dei centri sociali, che spesso intrattengono rapporti ambigui con le occupazioni degli alloggi popolari in mano al racket.

È il «Comitato Abitanti San Siro» che dirama gli «inviti». «Invita a festeggiare insieme 10 anni di lotta in 3 giorni di festa». Anche quest'anno, dunque, in piazzale Selinunte andrà in scena la «San Siro Street Festival»: da domani a domenica si alterneranno «laboratori», musica, sfilate, giochi e lotterie popolari, fino alla conclusione pirotenica fissata per le 22.30: i fuochi d'artificio.

Il centrodestra dà battaglia e protesta. «Il centro sociale Cantiere, il comitato Abitanti di San Siro e tutti i loro sodali che occupano abusivamente gli alloggi popolari di San Siro - attacca Silvia Sardone, eurodeputata e consigliera comunale di Milano - saranno in piazza per festeggiare e fare affari in nero. Infatti sarà attiva una street food sponsorizzata dalla Taverna Sociale, il ristorante del Cantiere che ho visitato in incognito, e un servizio bar con cocktail e birre».

Sardone enfatizza il carattere etnico della manifestazione, e arriva addirittura alla conclusione per cui a San Siro «per gli italiani non c'è più posto». E chiede: «Il Comune ha dato tutte le autorizzazioni necessarie allo svolgimento di questi eventi? In caso contrario, come auspico, mi auguro che interverrà per impedire l'adunata di centinaia di abusivi». Per Sardone, dietro «una solidarietà di facciata» si nasconde ben altro. «A causa del lassismo della sinistra - accusa - San Siro è diventato un quartiere off limits dove i centri sociali si sentono liberi di fare qualsiasi cosa, dai picchetti anti-sgomberi ai fuochi d'artificio per festeggiare i dieci anni di occupazione». «Piazzale Selinunte - prosegue - verrà requisita da personaggi che per le loro condotte non dovrebbe avere nessuna voce in capitolo a Milano». «Negli anni scorsi - ricorda - abbiamo assistito all'umiliazione della Polizia Locale, costretta a trasferire il proprio comando mobile per l'arrivo degli abusivi, chissà se quest'anno l'amministrazione comunale si schiererà dalla parte della legalità. Se un qualunque cittadino, non appartenente ai centri sociali, si mettesse e spillare birra o infarcire panini in mezzo alla strada verrebbe giustamente fatto sloggiare in due minuti: e allora perché con gli antagonisti si usano due pesi e due misure?».

Sono le stesse questioni che pone Alessandro De Chirico di Forza Italia, impegnato già in passato a verificare le modalità di svolgimento di questa «festa»: «Negli anni scorsi, andava così - spiega - veniva chiesta l'occupazione di suolo pubblico per un piccolo gazebo e poi accadeva di tutto. Lunedì presenterò una nuova interrogazione». Ma - prevede - «come ogni anno a nulla serviranno le proteste di noi residenti che chiediamo solo il rispetto della legge, delle norme igienico-sanitarie e della quiete pubblica». E rivela: «Ho parlato personalmente con Luca Camerano, AD di A2a, per sapere se anche quest'anno i tecnici di Unareti faranno gli allacci alla rete pubblica e purtroppo mi ha anticipato che probabilmente la Prefettura darà l'ordine di procedere per motivi di sicurezza. È davvero avvilente dover riconoscere che Milano è ostaggio dei centri sociali e che le istituzioni, davanti a questi fuorilegge, sventoleranno ancora una volta bandiera bianca. Spero almeno che, a differenza degli anni passati, durante i fuochi d'artificio ci sia una presenza massiccia di forze dell'ordine a presidio del patrimonio Aler per scongiurare le occupazioni abusive degli alloggi popolari. L'anno scorso furono ben quattro. Mi chiedo inoltre cosa farà il Ministro degli interni Salvini che aveva promesso il ritorno della legalità a Milano».

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