"Giorgia? Mi hanno dato dell'imbucato"

Salvini spiega perché ha rinunciato al suo saluto alla convention di FdI

"Giorgia? Mi hanno dato dell'imbucato"

Matteo Salvini si riprende la scena dopo la tre giorni di FdI e da Monza coccola il presidente Attilio Fontana: «Sta lavorando bene. Abbiamo ancora un anno di lavoro, ma sono contento di quello che stiamo facendo», ha detto ieri pronto a replicare punto su punto ai diktat di Giorgia Meloni. Come quello sul governatore siciliano Nello Musumeci, senza tessere di partito ma vicino a Fdi, la cui mancata riconferma potrebbe far saltare il banco anche in Lombardia. Ma sull'isola «c'è un centrodestra diviso in tre-quattro-cinque parti», un clima diverso rispetto a quello che si respira al Pirellone dove, al netto di qualche incidente di percorso, la coalizione ha sempre viaggiato compatta lasciandosi alle spalle le diatribe nazionali. «Io sto lavorando per l'unità» ha aggiunto Salvini prima di levarsi qualche sassolino dalle scarpe: «La lega è l'unica che fa passi indietro, ma non può toccare sempre a noi». Soprattutto «quando poi qualcuno dice che magari va al governo da solo». Il capo del Carroccio tende la mano a FdI e scommette sulla compattezza del centrodestra anche alle Politiche 2023: «Io dico di sì», ha commentato, convinto che dividersi «sarebbe un errore». Le amministrative di giugno, invece, secondo Salvini non saranno un banco di prova per la coalizione. In Lombardia si vota anche a Como, Lodi, Sesto San Giovanni e Monza, dove il sindaco Dario Allevi cerca la riconferma: «Tanti Comuni in cui il centrodestra è compatto, mentre spesso e volentieri c'è una sinistra divisa». Su Monza «sono assolutamente fiducioso» e anzi «sarebbe importante vincere al primo turno perché poi con i ballottaggi a fine giugno e le scuole chiuse è sempre complicato». Testa alle amministrative, «di politiche e regionali parleremo in estate». Il leader della Lega digerisce col sorriso anche il mancato saluto con Meloni: «Io ero a disposizione, mi hanno dato dell'imbucato e io quelli che si imbucano non li sopporto. Avrei fatto volentieri un atto di cortesia, ma se qualche esponente di partito dice di no Le avrei offerto un caffè, ma se c'è chi non lo vuole, lo bevo io. Quando avranno voglia ci vedremo». Fontana che sembra pronto a sciogliere la riserva sulla ricandidatura, incassa il sostegno di Salvini, confermato anche dall'incontro di ieri tra i due: «Da Regione Lombardia arrivano 64 milioni da destinare all'efficientamento energetico per artigiani, commercianti e impianti sportivi e altri 3 milioni per aiutare i piccoli Comuni ad abbattere le barriere architettoniche negli edifici pubblici ha dichiarato il leader dopo la visita - Promesse mantenute, avanti così». A sinistra, intanto, mentre Azione liquida ufficialmente il campo largo ritirandosi dai tavoli programmatici con il M5S e i dem vorrebbero rispolverare addirittura Bruno Tabacci, il capogruppo in Consiglio del Pd Fabio Pizzul traccia una rotta: «Vogliamo scegliere il candidato prima dell'estate, il mese di giugno potrebbe essere quello opportuno». Ma prima «bisogna capire il perimetro entro il quale ci si muove». E qui nascono i problemi.

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