La giunta spinge il sindaco verso la moschea

(...) «Se è un invito al dialogo perché no? - dice l’assessore, che è cattolico -. La volontà di dialogo va sempre bene ed è sempre positiva. Poi è chiaro che le chiedono di pregare questo è tutto un altro discorso, una scelta personale. Ma questo invito mi sembra positivo».
Simile la posizione del vicecapodelegazione del Pdl in giunta Giovanni Terzi: «Cosa consiglierei al sindaco se mi chiedesse un parere? Le direi di andare, se libera, senza nessun problema». L’assessore alla Cultura, Massimiliano Finazzer Flory la butta sul «piano cognitivo»: «La Moratti è molto bene informata e sa cosa accade nei centri islamici anche senza andarci. Certo, il sindaco deve ragionare tenendo conto delle diverse anime e diverse voci della città che rappresenta». «Non ho dubbi sul fatto che il sindaco saprà scegliere per il meglio - così Mariolina Moioli, assessore ai Servizi sociali - Il sindaco ha detto che bisogna garantire a tutti la libertà di culto? Ecco, allora credo che sarà coerente con questa affermazione».
In imbarazzo l’esponente della Lega nord, Massimilano Orsatti, assessore al Turismo e marketing territoriale: «Se la Moratti ci vuole andare da privato cittadino per conoscere le attività del centro vada pure - la sua prima risposta - anche se mi preoccupa il fatto che quel che vede in questi posti non è mai quello che realmente accade». Insomma «il sindaco non deve andare fino a quando la giunta non prenderà una posizione univoca sull’argomento, una legittimazione istituzionale rischia di far sì che i responsabili dei centri islamici si sentano autorizzati ad alzare il tiro».
Favorevole senza esitazioni il capogruppo del Pdl, Giulio Gallera: «Mi sembra giusto e corretto andare. Come si va in sinagoga è giusto andare anche in moschea, io l’ho fatto due volte, in via Meda». E come nel caso di via Meda gioca a favore di un incontro la linea assunta dai dirigenti di via Padova, da anni protagonisti di iniziative di dialogo e coltivano buoni rapporti con la Curia e le istituzioni. Una linea di rispetto delle regole che ad Asfa e agli altri è costata una scissione da parte di una frangia interna intenzionata ad utilizzare subito come luogo di culto l’ex palazzina acquistata a Cascina Gobba ma ancora sprovvista dei necessari permessi del Comune.
Il gruppo del Pdl, intanto, la settimana prossima discuterà della più generale «questione moschea», su iniziativa dello stesso Gallera, che nelle settimane scorse si era detto favorevole alla previsione nel Pgt di una o più aree idonee alla realizzazione di un luogo di culto, una posizione condivisa anche dalla commissione Cultura. E da viale Jenner arriva un altro invito: «Affrontiamo il problema delle moschee che in città trovano sede in ex garage e officine - dice il portavoce del comitato di residenti Jenner-Farini, Luca Tafuni - da anni aspettiamo una risposta dal Comune».

Alberto Giannoni

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