I cocktail dividono le famiglie: «Ora sappiamo cosa fanno i figli»

A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’ordinanza antialcol, i primi a protestare sono i diretti interessati: tra i minori di 16 anni che amano divertirsi a suon di sbronze dilaga il malcontento. Roberto ha 15 anni e la sera tira tardi con gli amici alle Colonne di San Lorenzo: «Non facciamo niente di male, stiamo qui a chiacchierare e scherzare e con un paio di birrette la serata ti passa di più». «Una legge ridicola» tuona Andrea, 14 anni appena compiuti «sembra di essere in guerra, ci sono poliziotti ovunque, non siamo più liberi di divertirci e di goderci la città!». Marta a breve compirà 15 anni e abita in zona Garibaldi: «Come al solito non ci sono vie di mezzo, che male farà mai bere un drink... d’ora in poi la sera inviterò le mie amiche ad andar fuori a bere un bicchier d’acqua?, o un succo di frutta? è pazzesco!». Thomas, coetaneo, è furioso: «Sembra di essere sorvegliati speciali, come dei criminali, con un cocktail non s’ammazza nessuno e per colpa di quelli che si sballano dobbiamo rimetterci tutti!».
L’abuso di alcol tra i giovanissimi è tuttavia preoccupante e la sensibilizzazione da sola non basta; i genitori, inoltre, spesso ignorano le abitudini negative dei loro figli. Sandra è una giovane mamma e non nasconde la sua preoccupazione: «Mia figlia ha 14 anni ed è una brava ragazza, mi fido di lei, ma tra giovani si fa in fretta a farsi influenzare. Trovo utili le contravvenzioni, e il fatto che permettano ai genitori di conoscere le cattive abitudini dei loro figli, anche se la multa mi sembra un po’ salata...». Gli under 16 sorpresi a bere dentro e fuori i locali vengono sanzionati con 500 euro di multa e le multe saranno inviate ai genitori, colpevoli di non avere il massimo controllo sulle azioni e l’educazione dei propri figli. Il provvedimento, comunque, piace molto al mondo degli adulti. Marta ha due figli maschi, 11 e 14 anni, ed è soddisfatta: «È difficile controllare i ragazzini a questa età, non puoi stargli sempre col fiato sul collo. Per loro bere significa atteggiarsi ad essere grandi, ma non si sanno controllare. Ho spiegato più volte ai miei figli i pericoli dell’alcol e della droga, ma in compagnia è facile farsi influenzare. Con questi divieti mi sento molto più tranquilla». Francesca, mamma di tre figli, 13, 15 e 18 anni, è un po’ più scettica: «Non vorrei che fosse solo uno slancio iniziale, poi, come spesso accade, dopo un po’ di tempo torna tutto come prima: i miei figli frequentano la zona dei Navigli la sera e me ne raccontano di tutti i colori!». Luciano ha un figlio di 13 anni: «Approvo pienamente questo provvedimento, anche se trovo assurdo che si debba arrivare a tanto; i ragazzi vanno educati sin da piccoli e dando loro il buon esempio!».

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