Intera famiglia pusher La nonna nascondeva la cocaina nel pollaio

Tre generazioni di italiani, tra cui la 75enne e il nipote 20enne, rifornivano la Brianza

Sempre e solo affari di famiglia. Da una parte fratelli, cugini, cognati e zii, in tutto diciassette uomini marocchini, in grado di organizzare e tenere in piedi a livello internazionale un traffico milionario di droga di ottima qualità facendola arrivare (cocaina dall'Olanda e hashish dal Marocco) fino a Milano a bordo di auto modificate, ma anche assolutamente anonime e quindi difficilissime da individuare. Dall'altra tre generazioni di italiani, sei persone in tutto - dalla nonna 75enne, che nascondeva la cocaina nelle ciotole per mangime dentro le gabbie delle galline, fino al nipote ventenne - che per anni hanno gestito un giro di cocaina, hashish e marijuana con base a Seregno, ma punto di rifornimento per tutta la Brianza e oltre.

Quelle sugli stupefacenti possono essere indagini interminabili. Nello specifico sono andate avanti più di tre anni (e in parte continuano ancora) sia per gli investigatori della settima sezione della Squadra mobile, che dall'aprile 2016 hanno sferrato l'attacco alle tre cellule di trafficanti nordafricani fornitori del mercato milanese, sia per i carabinieri della compagnia di Seregno. Che, sempre dall'aprile di tre anni fa - quando l'auto di un buttafuori di una discoteca di Albiate, poi rivelatosi uno spacciatore di cocaina, era stata centrata da alcuni colpi di fucile - sono arrivati all'intera famigliola impegnata a tempo pieno nel «commercio», ma anche a tre pusher e sette fiancheggiatori loro complici.

Nell'ultima «tranche» dell'inchiesta, la Mobile ha sequestrato 24 chili di cocaina, oltre a 260 chili di hashish, mezzo chilo di eroina oltre a 200mila euro in contanti, arrestando otto nordafricani in flagranza di reato. A capo dei trafficanti un marocchino 61enne con base a Milano, munito di regolare permesso di soggiorno (e quindi insospettabile) con un lavoro normalissimo da receptionist in un ostello del centro; suo fratello invece gestiva gli affari dall'Olanda. Dalle intercettazioni, oltre alle lodi ad Allah, emerge una chiara confidenza parentale. Non solo i trafficanti chiedono continuamente notizie su questo o quel famigliare, ma si chiamano sempre «fratelli», non esitano ad aiutarsi con immensa pazienza fornendo, al bisogno, indicazioni stradali a chi sta trasportando la droga e ha difficoltà a orientarsi.

A casa della famigliola italiana di Seregno - il padre, un operaio di 51 anni, sua moglie casalinga, il figlio disoccupato e la «nonna» pensionata -oltre a due serre di marijuana e a materiale per confezionare lo stupefacente, anche i carabinieri, con le dovute proporzioni, hanno sequestrato un'ingente quantità di droga: 40 dosi di cocaina, per un totale di 300 grammi, oltre un chilo e mezzo di marijuana, più di un chilo di hashish e circa 35mila euro in contanti.

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