L'attesa di Fratelli d'Italia Altri tre giorni per sperare

Entro sabato il Tar deciderà sull'esclusione della lista Tutti le ipotesi, fra precedenti favorevoli e sentenze ostili

Tre giorni di tempo per conoscere la sorte delta lista di Fratelli d'Italia alle prossime elezioni comunali. Entro sabato, come prevede la legge, la terza sezione del Tar, presieduta dal giudice Ugo Di Benedetto, terrà l'udienza pubblica in cui verrà discusso il ricorso che il partito di Giorgia Meloni depositerà stamane contro la decisione della commissione elettorale mandamentale, che l'ha escluso dalla scheda per le amministrative del 5 giugno. Una decisione che lunedì scorso la commissione elettorale ha ribadito, ritenendo irrimediabile il pasticcio combinato dai presentatori della lista, che non hanno allegato il modulo in cui i candidati attestano di non avere impedimenti legali per presentarsi, come prevede la legge Severino.

La decisione del Tar verrà presa immediatamente, al termine dell'udienza. E da quel momento, se il Tar dovesse dargli torto, Fdi avrebbe solo 48 ore di tempo per l'ultima mossa, il ricorso al Consiglio di Stato.

Ma quante sono le possibilità che il ricorso venga accolto? Lo studio dei precedenti lascia aperte tutte le soluzioni, ci sono stati in altre città casi in cui ai partiti esclusi è stato consentito rimediare all'errore commesso, e altri in cui invece è scattata l'esclusione definitiva dalla contese. Negli ambienti milanesi di Fdi non si nascondono la preoccupazione, anche se si ribadisce che la dichiarazione era stata regolarmente firmata e che solo un effetto on voluto dell'impaginazione ha impedito che il modulo venisse stampato e depositato per intero. E tanto nel ricorso consegnato alla commissione elettorale che in quello che oggi verrà depositato a Tar sono contenuti gli attestati di tutti i quarantuno candidati che garantiscono l'assenza di condanne o altri impedimenti.

Il ricorso al Tar verrà notificato anche alla Commissione elettorale comunale, cioè all'organo che ha respinto la lista, e che potrebbe scegliere di costituirsi in giudizio davanti al Tar per rivendicare la correttezza del proprio operato. Il ricorso andrebbe notificato anche agli «eventuali controinteressati», ma è difficile che in questa definizione possano venire ricompresi anche i partiti che alle elezioni invece sono stati ammessi, e che potrebero in questo modo opporsi al rientro in gara della lista di Fdi. A sostegno della propria buona fede, il partito farà presente nel ricorso che la dichiarazione di candidabilità è stata invece regolarmente presentata per tutti i candidati ai consigli di zona, e che nessuno dei candidati a Palazzo Marino aveva alcun motivo per occultare il proprio status di incensurato.

LF

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