«Liberalizzare i negozi? Un deserto Restino aperti fino a mezzanotte»

Elio Fiorucci se la ricorda bene la Milano viva. Quella che ora non c'è più. E che a lui manca

Elio Fiorucci se la ricorda bene la Milano viva. Quella che ora non c'è più. E che a lui manca. C'era anche lo stilista ieri al convegno per fare il punto sulla movida. E anche lui ribadisce che il centro della città è un deserto. Dice di più. «Ci vorrebbe l'obbligo di stare aperti fino a mezzanotte» tuona. «All'uscita del cinema invece si trovano tutti i bar chiusi e sotto i portici soltanto i barboni che dormono». Anche l'uscita del cinema va ormai a diminuire sempre di più. I multisala fuori città sono stati un altro colpo alla vita cittadina. Ma il dato di fatto è che da una certa ora in poi la vita abbandona il centro della città. Per Fiorucci ci vorrebbe qualcosa di più della semplice «possibilità» di tenere aperto.

D'altronde come è stato dimostrato nella ricerca del Censis la «movida» quella buona piace ed è vista come una cosa positiva da oltre il 55 per cento delle persone. Nonostante la crisi, la paura e le incertezze non siamo diventati - dicono - un popolo di pantofolai. Un terzo degli intervistati dice che vorrebbe uscire di più e il 63 per cento ritiene molto-abbastanza importante per le nostre città che ci siano luoghi in cui c'è una certa concentrazione di locali dove mangiare, divertirsi, ballare e stare insieme. Soprattutto i giovani ovviamente (quasi l'89%) ma anche oltre il 68 per cento tra i 30 e i 44 anni. Oltre la metà degli intervistati infatti dichiara che esce almeno una volta la settimana e lo fa soprattutto per incontrare amici (69%).

Certo poi c'è la mala-movida quella che nella ricerca si evidenzia con un dato: il 90 per cento dei

ragazzini tra i 12 e i 14 anni hanno già provato l'alcool e lo ha fatto la prima volta soprattutto in presenza dei genitori. Dicono che è facile da recuperare e il 54 per cento racconta di avere amici che si sono ubriacati.

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