"Mandate autopompe". Così si è sgretolata la torre a Milano

Il video choc dei vigili del fuoco che racconta il rogo che ha distrutto la Torre dei Moro in via Antonini

"Mandate autopompe". Così si è sgretolata la torre a Milano

Il videoracconto dell’incendio che ha bruciato in pochi minuti un palazzo di 18 piani inizia alle 17 del 29 agosto 2021, durante una domenica milanese già infuocata dal caldo e sfibrata dalla canicola. Il centralino dei vigili del fuoco del comando provinciale di Milano comincia a essere tempestato di telefonate: in via Antonini, periferia sud della città, un grattacielo di 18 piani, la Torre dei Moro, è in fiamme. I pompieri hanno ricostruito in un video quella drammatica giornata, dai primi interventi con le telefonate concitate alle squadre di emergenza fino allo spegnimento degli ultimi focolai, a distanza di molte ore. Sono immagini eccezionali realizzate e montate dai vigili del fuoco milanesi.

Gli inquilini del grattacielo di via Antonini potranno ritornare nelle loro case. La procura ha infatti accettato la richiesta dei residenti per avviare i lavori di messa in sicurezza di tutto l'edificio. Il grattacielo ora, dopo la decisione del pubblico ministero e degli inquilini, è stato affidato a due tecnici, ovvero l’ingegnere Mauro Giuliani e l’architetto Gianluca Fontana. Al primo è stata affidata la direzione dei lavori di messa in sicurezza del complesso residenziale mentre il secondo è il responsabile della sicurezza.

Intanto continuano le indagini per capire quanto accaduto quel tragico 29 agosto quando l’intero edificio andò a fuoco ma fortunatamente nessuno rimase ferito. Secondo la relazione tecnica del Nucleo investigativo antincendio dei vigili del fuoco dello scorso novembre, l’incendio sarebbe stato innescato da una sigaretta il cui mozzicone è stato poi gettato accidentalmente sul balcone dell’appartamento 15C da uno dei coinquilini dei piani superiori. I tecnici hanno ritenuto improbabile invece l’ipotesi dell’effetto lente: seppur possibile, risulta quasi impossibile che lo specchio del bagno possa aver riflesso la luce del sole su una bottiglia di vetro che a sua volta ha innescato le fiamme «servendosi» di materiale vegetale lasciato sul balcone.

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