Materne, altro sciopero: "Mancano educatrici sostegno e supplenti"

La Cgil: «Graduatorie vuote, subito concorsi» Tra i temi anche l'introduzione del cartellino

Materne, altro sciopero: "Mancano educatrici sostegno e supplenti"

È di nuovo sciopero nelle scuole dell'infanzia della città. Anche oggi dalle 8.30 alle 13.30 le materne rimarranno chiuse per permettere alle educatrici del Comune di partecipare all'assemblea sindacale indetta da Cgil, Cisl, Uil e Csa. I bambini potranno entrare a scuola alle 13.30, quindi dopo pranzo, e rimanere all'asilo fino al pomeriggio. «Le uscite rimangono regolari». Dopo l'assemblea sindacale del 12 e 13 novembre di Milano Ristorazione, un'altra assemblea sindacale, questa volta convocata dai sindacati confederali. All'ordine del giorno la verifica sulla nuova organizzazione delle unità educative, partita prima dell'estate che ha visto una riduzione da 80 a 67 plessi scolastici, con le conseguenti difficoltà che ogni «reggenza» comporta. Tradotto: il fatto che il dirigente dell'unità educativa sia costretto a occuparsi di 3 o 4 scuole dell'infanzia contemporaneamente.

All'ordine del giorno anche la questione del controllo elettronico delle presenza per le 3500 educatrici delle materne della città. L'introduzione dell'obbligo del cartellino in realtà, che sarebbe dovuta partire a fine novembre, è slittata, ma il tema rimane. Una vecchia storia quella del badge, che prese il via e tramontò con la giunta di Letizia Moratti e ripresa in mano ora dal sindaco Beppe Sala. Dopo le proteste l'amministrazione abbandonò il progetto. Le educatrici, a differenza degli agenti di polizia locale, non sono contrarie di principio all'introduzione del cartellino, anzi - «così finalmente ci pagheranno gli straordinari» replicano con una battuta - ma sottolineano come i problemi del settore siano altri e ben più gravi.

Le educatrici si trovano a dover fare i conti tutti i giorni con la drammatica carenza di organico, che rende particolarmente difficile trovare la sostituzione per un qualche giorno di malattia, ancora più quando si tratta di lunghe assenze. Sul tavolo la questione della copertura del turn over, ovvero del personale che va in pensione che sistematicamente non viene sostituito.

Secondo il piano straordinario di assunzioni servirebbero 235 educatrici, 227 per la scuola dell'infanzia e 8 per il nido. Le ore di copresenza - ovvero quando le due educatrici sono in classe contemporaneamente - sono ridotte, e per il resto del tempo le maestre si trovano a dover gestire da sole anche una ventina di bambini. Con la responsabilità che questo comporta. Stesso discorso vale per le insegnanti di sostegno, che sono assolutamente insufficienti.

Il nodo è a monte: le graduatorie sono «incapienti» ovvero a settembre le graduatorie sono state esaurite e ora le persone che vengono chiamate non rispondono o non hanno sufficienti titoli per entrare. «Il Comune - spiega Tatiana Cazzaniga della Cgil funzione pubblica - dovrebbe fare un concorso per poter aprire nuove graduatorie. Non solo deve far pressing sul governo perché nella Legge di Stabilità venga rinnovata la Legge Madia per il reclutamento straordinario del personale, i cui effetti scadono alla fine dell'anno».

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