Via al maxi-cantiere nel parco In Solari cadono i primi alberi

Piante abbattute per la realizzazione del nuovo metrò Rabbia dei residenti: «Il Comune non vuole ascoltarci»

Il 10 settembre ci sarà un raduno di cittadini tra via Mac Mahon e largo Principe Eugenio per non demordere nella lotta contro il taglio degli alberi. La cronaca oggi ha l'imperativo di registrare la scena in via Foppa per coloro che verranno: alberi spezzati come stuzzicadenti da buttare nella spazzatura, come se un albero del parco Solari non fosse caro a nessuno. Un'anziana signora si esprime: «Dicono tanto male del Duce, ma non ho mai visto nessuno portare tanta morte in città come questa amministrazione. Abbattere alberi è un gesto fascista».

È il virale inizio di un lavoro che prevede 10mila metri di cantiere tra Solari, via Foppa e giardini di via Dezza, ovvero una voragine profonda 30 metri, lunga 69 e larga 27. «Non c'è nessun avviso, nessuna spiegazione ai cittadini. Hanno messo solo dei divieti di sosta in via Foppa, dove il tutto sta accadendo in silenzio» commenta Cristian Marino di NoiXMilano, sul posto alle ore 18 per documentare l'evento con le foto. Sono in molti a specificare che nessuno è contrario alla costruzione della M4, ma chi ama Milano è preoccupato che il tutto avvenga senza il rispetto di una ricchezza paesaggistica che risale al 1930, quando si procedette alla riqualificazione dello scalo ferroviario del vecchio macello e nacque il parco Solari. I grandi tronchi morenti significano: gli uomini dicono di amare gli alberi e li tagliano, gli amministratori se dicono di voler bene ai cittadini cosa intendono? «L'altra notte ho messo nastrini colorati intorno alle piante - dice un cittadino che fa parte della pagina Facebook 573 Alberi -. In questi giorni ritornerò ad addobbare altre piante, mentre gli operai stessi ci prendono in giro. Fino a ora tutti i consigli di Zona si sono espressi a sfavore dei tagli, ma al Comune non importa. Fa tutto di nascosto, alla mattina presto. I consiglieri comunali non ne sanno nulla».

I lavori si sono fermati in via Mac Mahon, dopo lo sventramento dei ventinove olmi «ritenuti insulsamente insicuri» commenta il professor Antonello Boatti, nome storico in questa faccenda di scalpi disumani. Perché il decorso delle operazioni odora di un'inflessibile crudeltà? «Tutto è stato messo in mano all'impresa che effettua i lavori, che può decidere come vuole, senza contare che gli alberi non sono di proprietà privata ma pubblica» spiega Boatti.

Nel caso di via Foppa la questione è ancora più delicata perché nessuno sa se l'operazione attualmente in corso stia avvenendo con regolari permessi. «Siamo riusciti a salvare quattro alberi in largo Scalabrini che stavano per tagliare non per la metropolitana ma per ripristinare una fogna. Non avevano il permesso e li abbiamo bloccati» dice sempre l'uomo del movimento 573 Alberi. Albero più, albero meno, le piante precipitano in un vuoto sordo. Per costruire la nuova linea 4 della metropolitana.

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