Milano, lo sfogo della vittima: "Sollevata in aria, mi toccavano..."

La giovane vittima ha raccontato davanti ai pubblici ministeri quanto avvenuto quella notte di Capodanno in piazza Duomo

Milano, lo sfogo della vittima: "Sollevata in aria, mi toccavano..."

Una delle vittime di molestie sessuali avvenute la notte di San Silvestro in piazza Duomo a Milano, lo scorso 11 gennaio ha ricordato davanti ai pubblici ministeri, in videocollegamento, le terribili violenze subite. La 19enne ha anche riconosciuto alcuni aggressori nelle foto che le sono state mostrate. In videocollegamento da un paese della Bassa Lombarda, la ragazza ha raccontato quella terribile notte dello scorso 31 dicembre a Milano, davanti al pubblico ministero Alessia Menegazzo e l'aggiunto Letizia Mannella: "Sono stata accerchiata da un gruppo di ragazzi, circa quaranta-cinquanta persone". Neppure i suoi amici sono riusciti a sottrarla da quella folla.

"Mi hanno abbassato pantaloni e mutande"

La 19enne ha poi ricordato: “Vedevo gente che mi tirava per le braccia e per le gambe, mi ricordo del ragazzo dal giubbino rosso sul mio lato sinistro. Lo vedevo di lato mentre venivo sollevata da forse sei ragazzi". Ha ancora davanti agli occhi quanto avvenuto quella notte. “Altri ragazzi del gruppo mi levavano i vestiti, il giubbino, la maglietta, il reggiseno, mi hanno abbassato pantaloni e mutande mentre ero sollevata in aria, a pancia in su", ha continuato, asserendo di aver cercato in tutti i modi di allontanare da sé quelle persone che la trattenevano, ma“la presa era troppo forte. Quando hanno finito mi sono accorta di essere stata graffiata". Oltre che palpeggiata e toccata anche nelle parte intime.

In seguito, e non sa neanche lei come sia successo, si è sentita libera da quelle mani che la imprigionavano: "Mi ricordo che mi sono trovata per terra, senza niente addosso, e un poliziotto con lo scudo mi ha assistito. Delle mie amiche mi hanno messo addosso un giubbino. I miei aggressori? Sono scappati tutti, non li ho più rivisti". La ragazza aveva anche cercato di allontanare i suoi aggressori dando loro la borsa e il telefono che aveva con sé, ma non era la borsa che loro volevano: era lei. "Credevo mi stessero trattenendo per sottrarmi borsa e telefono, per questo li ho lanciati, sperando che li avrebbero presi e mi avrebbero lasciato stare", ha sottolineato, ma niente da fare: "Nessuno di loro si è allontanato".

Ha riconosciuto alcuni aggressori

Lei e le sue amiche quella notte avevano già subito una aggressione poco prima. "Davanti al McDonald's mi sono accorta che un individuo alle mie spalle mi sfilava il portafoglio dalla borsa. Mi sono accorta e mi sono girata, vedendolo con in mano il portafoglio. Il nome di questo individuo mi è stato riferito da uno dei miei amici", ha ricordato la 19enne mettendo a verbale quel nome ancora impresso nella sua mente. Aveva anche deciso di riprendersi il portafoglio perché lui “si vantava con degli amici di avermi sottratto il portafogli, così ho deciso di riprenderlo dalle sue mani. Lui mi ha insultata e io ho reagito sputandogli in faccia. Pensavo fosse finita lì". E invece era solo l’inizio. Era riuscita, insieme a un’amica, a raggiungere un bar per rinfrescarsi in bagno. Subito dopo avevano attraversato la piazza più importante di Milano per raggiungere il gruppo di amici davanti al fast-food. Purtroppo però non erano sole, infatti "quattro o cinque ragazzi continuavano a seguirci, uno indossava un giubbotto rosso e mi chiedeva insistentemente il numero di telefono e per questo gli ho dato il mio indirizzo Instagram". Proprio questo punto ha permesso agli investigatori di individuare il ragazzo, lo stesso che durante la violenza le era intorno.

E poi, oltre ad altri giovani che le afferravano le braccia, c’era anche uno "con la barbetta, che si atteggiava da protagonista e ha cercato di tirarci quando i nostri amici ci hanno difeso. Loro ci stavano attaccati e provavano a circondarci continuamente, praticamente corpo a corpo". In breve tempo le ragazze erano state accerchiate dai componenti del branco, e intorno a loro avevano solo un muro di corpi. Poco dopo si è consumata la violenza sessuale di gruppo. Alla fine del racconto sono state fatte vedere alla vittima una ventina di foto. La 19enne è riuscita a identificare alcuni componenti del branco: il ragazzo che le aveva chiesto il contatto, quello con la barbetta, e chi l’ha toccata ovunque. Le indagini proseguono e presto potrebbero esserci nuovi fermi.

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