"Mi ha rotto i collant", "Che c... fai? Rideva": le frasi choc delle violenze di Capodanno

La giovane, alla quale sono stati rotti i collant, ha raccontato che la sua amica era a terra con lividi e pantaloni abbassati

"Mi ha rotto i collant", "Che c... fai? Rideva": le frasi choc delle violenze di Capodanno

Arrivano altre testimonianze di quella tragica notte di Capodanno dove in piazza Duomo a Milano delle ragazze sono state molestate da un branco di giovani stranieri che le hanno scaraventate a terra, strappato loro i vestiti, abbassato i pantaloni e toccate ovunque, soprattutto nelle parti intime. Racconti agghiaccianti che lasciano solo immaginare cosa abbiano provato le vittime di tale violenza. Come vi abbiano raccontato ieri, gli aggressori hanno agito uniti, in modalità da branco: in due hanno avvicinato le ragazze con una scusa e gli altri le hanno sorprese alle spalle, circondandole e impedendo loro di fuggire. Il primo ad avvicinarle sarebbe stato Bouguedra, il 21enne fermato ieri a Torino, che ha puntato la vittima 19enne chiedendole il numero di cellulare. La ragazza per toglierselo di torno gli ha dato il suo contatto Instagram e grazie a questo il molestatore è stato poi individuato dagli investigatori.

Accerchiate e palpeggiate

Come riportato da Il Messaggero, una delle ragazze aggredite nella piazza principale di Milano ha raccontato: “Posso dire che tutto intorno era uno schifo, c'erano molti giovani e chiunque passasse si prendeva la libertà di mettere le mani addosso”. Quaranta, forse cinquanta gli uomini che hanno agito in gruppo e hanno creato un muro attorno alle loro vittime, impedendo a chiunque altro di capire cosa stesse accadendo nel mezzo. Nella deposizione si legge: “Mi spintonano e mi trattengono mentre cerco di allontanarmi. Iniziano a strapparmi i vestiti, la maglietta, il reggiseno e palpeggiarmi il seno. Grido in cerca di aiuto e lancio la mia borsetta agli aggressori, sperando che ciò basti per farli desistere”. Ma niente, non è la borsa che vogliono e la sollevano in sei.

Mani su seni e parti intime

Addirittura qualcuno incita: “La ragazza, la ragazza”. Mentre lei viene “tenuta distesa a pancia in su, altri la toccano nelle zone intime, le strappano i vestiti di dosso denudandola completamente nella parte superiore del corpo e abbassandole i pantaloni e gli slip fino alle caviglie”. La sua amica cerca di salvarla da quella furia umana:“Ho urlato cercando la mia amica, sono anche salita su un muretto per individuarla ma l'ho persa di vista", ha raccontato. Nel mentre sono arrivate le forze dell'ordine con scudi e manganelli e la massa di aggressori si è dileguata, mentre la 19enne “era lì che cercava di coprirsi con il giubbino stretto sul petto, non aveva più indumenti addosso, era senza reggiseno, senza slip, rannicchiata per terra piena di lividi, i pantaloni abbassati alle caviglie, è stata soccorsa da un operatore delle forze dell'ordine che l'ha aiutata a rialzarsi”.

Stessa scena disumana poco lontano: “Sono stata letteralmente travolta alle spalle da un'ondata di uomini che mi hanno palpeggiata violentemente nelle parti intime al punto da rompermi i collant, di cui conservo una foto, e farmi cadere a terra”. Ormai sdraiate per terra, paralizzate dalla paura, mentre le loro amiche si allontanano senza accorgersi di nulla:“Ricordo di aver sentito M. urlare, io sono rimasta pietrificata dalla paura e non sono riuscita a dire nulla”. Un’altra ragazza urlava per paura di essere calpestata dalla folla, e davanti ai suoi occhi solo “l'immagine di tantissime gambe che mi circondavano e così ho iniziato a urlare”.

"Che c.... fai?"

Come se non bastasse, le vittime sono anche state derise dai loro aggressori. Una di loro ha tentato di difendersi gridando a uno degli aggressori: “Che c.... fai?”, e di tutta risposta questo si è messo a ridere “in compagnia del suo amico”. I due giovani fermati, uno di 18 anni, tale Abdelrahman Ahmed Mahmoud Ibrahim, e l’altro, Abdallah Bouguedra, di anni 21, hanno utilizzato le vittime, come scrivono l'aggiunto Letizia Mannella e il pm Alessia Menegazzo, “a proprio piacimento e per soddisfare le proprie pulsioni, in spregio a ogni forma di rispetto della persona”. Quando poi sono arrivate le forze dell’ordine, in tenuta anti sommossa con scudi e manganelli, il branco di molestatori si è dileguato.

Uguale modus operandi a circa 100 metri di distanza, vicino alla galleria Vittorio Emanuele, dove altre quattro ragazze sono state accerchiate dal branco. In quel caso ad avvicinarle è stato il 18enne fermato a Milano, Ibrahim, e poco dopo sono arrivati gli altri.

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