"Conosceva i suoi aggressori?" Il mistero sul medico sgozzato a Milano

Oltre alla pista della rapina finita male, gli investigatori seguono anche quella di un litigio tra conoscenti degenerato in omicidio

"Conosceva i suoi aggressori?" Il mistero sul medico sgozzato a Milano

Sulla morte del dottor Stefano Ansaldi, ginecologo ucciso a Milano lo scorso sabato sera con una coltellata alla gola, gli investigatori stanno battendo più piste. Il ginecologo 65enne di Benevento, secondo una prima ricostruzione sarebbe stato vittima di una rapina finita in tragedia. Il fatto è avvenuto verso le 18 di sabato 19 dicembre all’incrocio tra via Mauro Macchi e via Scarlatti, a poca distanza dalla Stazione centrale.

Il ginecologo doveva incontrare qualcuno?

Quella della rapina sarebbe però solo una delle piste che stanno seguendo i carabinieri. Al momento di certo c’è solo che ad aggredirlo sono state due persone circa sui trentanni o poco più, forse nordafricani. Ancora da chiarire però i motivi che hanno scatenato la furia omicida sul ginecologo. Se si prende la prima pista, quella riguardante la rapina, la coppia di malviventi avrebbe assalito alle spalle e colpito al collo il medico con il chiaro intento di rubargli l’orologio di valore che portava al polso. Ma anche un’altra ipotesi si sta facendo breccia nelle menti degli investigatori, ossia quella riguardante una lite tra conoscenti finita in tragedia. Da quello che si sa infatti, il ginecologo sarebbe venuto a Milano appositamente per incontrare qualcuno. Nelle prime ore si era parlato di un suo appuntamento con una parente per scambiarsi gli auguri di Natale.

Ma questa tesi sarebbe caduta, dal momento che la donna in questione avrebbe detto che stava per fare ritorno a casa prima dell’inizio delle restrizioni di lunedì 21 dicembre. Che senso avrebbe avuto venire fino a Milano per salutare una familiare che entro il giorno seguente sarebbe tornata a casa? L’uomo aveva con sé anche una 24 ore chiara, il portafogli, l’orologio e alcuni effetti personali.

I malviventi dopo l’omicidio sono scappati in direzione di corso Buenos Aires, sono saliti sulla metropolitana rossa alla fermata di Lima e sul vagone si sono cambiati i vestiti per confondere le tracce. Sembra quasi un piano studiato a tavolino, con tanto di scappatoia per confondere le idee.

Dopo l’omicidio di Ansaldi anche un altro uomo era stato aggredito e derubato poco lontano dal luogo dell’omicidio, in via Settembrini, e si era subito pensato che i rapinatori fossero gli stessi. Il 72enne, Anacleto Giriolo, stava rientrando a casa quando è stato assalito da qualcuno che lo ha buttato per terra derubandolo del cellulare e dell’orologio. I due fatti non sarebbero però collegati.

Le indagini proseguono su più piste per cercare di trovare i responsabili del violento omicidio del ginecologo campano.

Il ricordo delle pazienti

Intanto sui social si susseguono commenti e ricordi di persone che hanno conosciuto la vittima. Tra queste anche la cantante Nancy Coppola, che su Facebook ha scritto: "Come si può morire così? Un grande uomo, un grande professionista, il migliore. L'unico che mi ha saputa curare quando dopo l'Isola non riuscivo a restare incinta". La Coppola ha poi continuato il post ricordando di averlo abbracciato piangendo subito dopo la nascita della sua bambina, nata proprio grazie al medico. “Un uomo che ha fatto tanto per tante mamme e penso che come me tante di voi lo state piangendo. Io non ci posso pensare...sto male. Non vi dimenticherò più dottore ...avete fatto tanto per me...mi chiamavate Nancyna. Spero che vi sarà fatta giustizia. Siete e resterete il miglior ginecologo in assoluto" ha concluso la cantante.

Come lei anche tante altre donne, sue pazienti, hanno speso parole di affetto e ringraziamento nei confronti del professionista. Tutte concordi nel sottolineare come il ginecologo svolgesse la sua professione con amore e dedizione.

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