Milano Unica, la prima fiera dell'era post Covid

Nel polo di Fiera Milano Rho presenti 217 aziende espositrici di cui 36 straniere. Il ministro Di Maio all'inaugurazione: "Un grande segnale di speranza per il made in Italy"

Si è aperta ieri a Fieramilano Rho la prima esposizione in Italia dell'era post-Covid. Ad aprire i battenti la trentunesima edizione di «Milano Unica» con 207 aziende espositrici, di cui 171 italiane e 36 straniere, a presentare le collezioni di tessuti e accessori dell'alto di gamma per uomo, donna e bambino A/I 2021. Significative le presenze di espositori dei maggiori distretti tessili italiani: 34 pratesi, 29 comaschi, 27 biellesi e vercellesi, 19 varesini, 9 milanesi, 9 bergamaschi e 7 modenesi, mentre le presenze straniere sono guidate da 10 francesi, 9 portoghesi e 5 inglesi.

«In questo momento - le parole alla cerimonia di inaugurazione del presidente Alessandro Barberis Canonico - è fondamentale dare un messaggio forte di ripartenza, coesione e continuità. Sono quindi orgoglioso che Milano Unica sia il primo Salone in assoluto del sistema moda e della manifattura che apre fisicamente le porte in Italia. Fa da apripista un comparto che è un asset strategico nel tessuto industriale italiano, con i suoi 118mila addetti e gli 8 miliardi di fatturato annui generati, oltre che una bandiera del made in Italy, riconosciuta nel mondo per l'eccellenza di prodotti e servizio. Milano Unica si conferma il punto di riferimento per ritrovarsi non virtualmente e per sancire il valore di essere uniti per essere unici».

Presente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che ha ringrziato «tutte le imprese che hanno avuto il coraggio di ripartire: essere qui oggi alla prima fiera che riparte in presenza, addirittura ospitando espositori stranieri, è un grande segnale di speranza di ripartenza di un'Italia pronta a rimettersi in moto sui mercati internazionali e di un Made in Italy tonico, pronto alle sfide di un mondo post Covid».

Mentre di «forte segnale della ripartenza del sistema fieristico, funzionale al riposizionamento delle nostre imprese nel commercio internazionale» ha parlato Carlo Maria Ferro, presidente di Ice Agenzia, secondo il quale «oggi i mercati globali impongono un nuovo paradigma fatto di innovazione, digitale e sostenibilità, tutti punti di forza della nostra industria della moda. Ice Agenzia è a fianco delle imprese italiane e dei territori affinché possano vincere la sfida sui nuovi fattori di competizione. Per questo, nell'ambito del Patto per l'Export abbiamo ridefinito i programmi in direzione dell'e-commerce, della formazione di digital export manager, della digitalizzazione di fiere ed eventi come questo e di una campagna di promozione del brand Italia».

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